domenica, 01 aprile 2007

Sesso, cibo e denaro

Il senso del tempo che passa mi procura una leggerezza ed una speciale condizione di assoluzione. Non solo perchè le responsabilità diminuiscono di peso e di ingombro ma soprattutto perchè è il peso del mondo che mi pare sempre più lieve. Un tanto per dire come mi sento. Forse nella realtà quello che noi chiamiamo mondo si dissolve, nemmeno troppo lentamente. Dobbiamo forse definire il mondo come lo conosciamo.

Abbiamo una struttura economica, regolata da opzioni etiche confuse ed imprecise, determinate da un senso della storia che, privo di memoria autentica, è fondato su pochi, vaghissimi documenti che è impossibile leggere chiaramente. Almeno se non si hanno una esperienza ed una memoria di secoli. Perchè è appunto questo il limite di ogni struttura umana che si chiami mondo. La memoria di sé.

Ogni giorno il mondo davanti ai nostri occhi si ricostruisce. Noi diciamo che si ricostruisce da sé, ma naturalmente siamo noi a ricostruirlo, così come ce lo immaginiamo, come lo desideriamo, così come ce lo ricordiamo. Tutti noi, perciò il mondo non somiglia alle persone, ma a quello che gli umani sono veramente. Forse occorre aver davvero perso la memoria come me, forse è necessario aver avuto una memoria fuori dal comune come me, per comprendere il potere della memoria.

Le nostre passioni, ciò che ci spinge ad esplorare, a comprendere e a determinare il mondo, sono il motore di costruzione del nostro ambiente. La nostra conoscenza e la nostra consapevolezza dell’economia del nostro ambiente sono necessarie per compiere una azione equilibrata che stabilizza la qualità. Il difetto di sapere e attenzione normalizza un mondo inospitale, scomodo, ostile.

Uno scopo senza desiderio è solo immaginato, un desiderio senza scopo è sfrenato. Anche il genio ha bisogno di un mestiere, di una competenza pratica che permetta la sperimentazione dell’idea, dell’immaginato, del desiderato. Ogni idea del mondo deve essere messa duramente alla prova, misurata sull’idea dei propri vicini, continuamente riequilibrata. Per poter cambiare organicamente, nascere, crescere, morire.

1 aprile 2004

Profondi propositi di rinnovamento strategico e intimamente diretto si affacciano alla mia visione stamattina: data la cruenta definizione dell’ inopportunita’ dei miei modi passati ho deciso di mettermi definitivamente al servizio:

Di Angelo, nella misura in cui questo mio servizio e’ richiesto, e di non porre nessuna resistenza alle direzioni, da me comprese e non, che l’ufficio per il quale ricevo del denaro richiede. Questo implica l’adesione ad ogni sistema di comunicazione fondato sul non detto e sul non capito, oltre che sull’affermazione incondizionata del pettegolezzo “verosimile” e puo’ implicare, ma non necessariamente implica, anche un certo flusso di denaro pubblicamente ingiustificabile oltre che una forte reputazione da parassita, degna di un gulag.

Di Gabriella, per quanto non venga affatto avvertita da me la richiesta, e la sottomissione alla sua espressa volonta’, che implica il dolore ed il pentimento per i miei peccati, di fronte ad una ineccepibile rappresentazione della giustizia piu’ alta, sia in senso morale che materiale. Il riconoscimento dei torti personali da lei sopportati che, per quanto mascherati ad arte da doni generosi, hanno reso l’intera sua esistenza infinitamente piu’ povera.

Di Donata, che, del tutto priva di interessi personali, e con una trasparenza assoluta, ha permesso che la mia qualificazione professionale venga indefinitamente aumentata nella percezione pubblica e che il mio miserabile lavoro di studio e di sintesi riceva una dignita’ che non merita, l’abbia pubblicato a sue spese e per questo mi abbia personalmente ricompensato in modo del tutto sproporzionato alle mie capacita’.

Ho deciso anche che il mio linguaggio, arrogante ed indisponente, debba essere adattato alle esigenze di chi, per sua generosita’, mi presta la sua indivisibile attenzione e molto denaro guadagnato duramente, che il mio indecente modo di porgere risposte e commenti sui fatti che toccano la mia esistenza personale vada ridefinito e misurato sulle piu’ ovvie necessita’ sociali e culturali medie.

Affermo quindi che, data la rilevante dimensione che queste nuove disposizioni avranno nella mia vita privata, che sono disposto a togliere, su semplice richiesta di una qualunque delle persone citate, ogni ridondante cura ed attenzione per i componenti della mia famiglia, nucleare o allargata, che non sia esplicitamente considerata da una qualunque delle dette persone.

1 aprile 2003

The key to all this is attention: is our attention volitional? May we direct our attention into different parts of the body? Is our attention ours to direct?

At this point, things begin to get interesting. The quick answer to these questions is, of course not! So much for bright conceptual notions of free will. But, if we are unable to direct our attention, who & what are we? And how do we feel about that? My answer to the last one, when it became a matter of major concern to me, is terrified. For us, the crowning achievement of 4 million years of evolutionary development, utter terror & despair are entirely reasonable responses to discovering that we are not properly human.

Terribilmente tesi i nostri sensi in queste ore, mentre il sole si avvicenda ad una pioggia potenziale, lucida, invadente. Ma la primavera si stende sul nuovo mondo, le nostre mani, il nostro sguardo lo toccano, in attesa di farsi deliberare, sciolti dall’illusione del libero arbitrio, in cerca della liberazione dalla struttura che da molto si chiama “mondo antico”.

Ancora un giorno di riposo, senza esercizio né studio, per lasciar vibrare e risuonare l’esperienza del fine settimana, che così tanto ha spostato in termini di orientamento.

1 aprile 2002

Una giornata di vacanza, la prima dopo molto tempo, insieme a Toni. E così usciamo insieme a rivedere il carso a primavera. Il mio senso di disagio non diminuisce, e questa dovrebbe essere casa mia. La domanda, attraversando questa aria di paradiso è in quale zona, esattamente, vorrei avere una casa e così, con un certo dolore, scopro che non ce n’è una in realtà. E che non riesco ad immaginare nulla che non riguardi Stefania e Greta. Non c’è la possibilità che io riesca a fare un po’ di ordine in questo caos. Ci vuole un sacco di energia, e davvero molti soldi per ricominciare sul serio. Io non so, semplicemente, come farò.

Un avvenimento curioso va registrato, ed è la ristrutturazione, ridefinizione, cancellazione di gran parte di DGM on line. Il mondo al servizio del quale DGM era stata creata per servire è cambiato, dice Robert, e questo davvero mi pare fuori discussione. Ma qual è la direzione da prendere? Il GC e RF con annessi e connessi mi riguarda ancora molto, questa è la verità. Di questo abbiamo parlato sul sentiero Rilke e poi giù fino al mare. Quanto era previsto che cavarcela da soli, sulle nostre gambe, fosse così difficile? Cosa abbiamo perduto, o abbandonato, o piuttosto che cosa esiste ancora di quel che avevamo in comune? Non mi pare il caso di parlarne con John, così la riflessione riguarda probabilmente solo noi due. E quelli che nella nostra area, hanno lavorato con noi, ma chi sono?

Annunci