Ho seguito (in parte soltanto) un convegno sull’Euroregione della Conoscenza, organizzato dal centro studi Jacques Maritain, centro col quale ho avuto modo di connettermi in varie occasioni. Provo un certo disgusto  e mi piacerebbe capire meglio ma sapete com’è, il disgusto non implica analisi e sintesi. Mi sono trovato di fronte fenomeni dimenticati, giovani assistenti ben pettinati che farebbero invidia alla DC di Tambroni, che sproloquiano vendendo fumo e usando gergo internazionale. Non ho altri commenti, sono irritato.

Non che io ce l’abbia proprio con Russo, il presidente del J.M. qui a Trieste, nè tantomeno con il mio amico Matteo Apuzzo, ma io credo davvero che l’autopromozione di sé stessi, per la costruzione di un curriculum teso alla carriera, sia lecito soltanto in azienda. Quando si deve convincere un imprenditore che si è effettivamente utili alla promozione della sua azienda, specie se il dipartimento è quello delle vendite, ogni mezzo è lecito, l’imprenditore paga e premia chi vuole, sarà lui ad assumersene la responsabilità, a pagarne o a beneficiarne le conseguenze.

La questione è radicalmente diversa nelle accademie, nelle istituzioni, nelle strutture di educazione e di formazione politica. Qui la responsabilità consiste nel procurare il meglio alla intera comunità, che è costituita da una rete della conoscenza comune che mira all’integrazione delle consapevolezze, delle aspirazioni, del miglioramento delle condizioni dell’ambiente comune. Io sono di fronte ad un panel e devo stabilire la sua buonafede. Ieri non ho potuto.