lunedì, 26 marzo 2007

Azione, Meditazione e Contemplazione

A leggere il racconto degli altri internauti mi chiedo come facciano a conciliare il tempo dedicato all’informazione, alla comunicazione, alla interrelazione, con la cucina, con l’allevamento dei bambini, con le necessità del canto. Penso a come si faccia a darsi una struttura, che funzioni nel tempo e che permetta di restare fedeli al proprio intento, alla propria capacità di mantenere la direzione.

La mia giornata di solito è ben ritmata e rodata negli anni, quando la disposizione del mio tempo è nelle mie mani non mi preoccupo, vedo, sento e faccio tutto ciò che voglio. Comincio la mattina, a qualunque ora mi svegli dalle quattro alle sei con la più formale delle invocazioni, chiedo alla mia attenzione più autentica di rivolgersi ai miei compagni di cerca, ai miei insegnanti, infine alla mia famiglia estesa e a me stesso.

Studiare per me significa soprattutto guardare, in modo nuovo e più profondo, allo stesso luminescente oggetto che ho sempre davanti. Continuo a raccogliere dati, perlopiù pubblicati in lingue che una volta non conoscevo, continuo a tentare di elaborarli, in queste nuove stagioni in cui la luce è così differente, e continuo, senza sosta, a farmene una ragione. Studiare è imparare, e pure cambiare.

Preparare il pranzo è il centro della mia giornata. Il mercato è una speciale fonte di gioie e disperazioni, ed io so adattarmi al flusso delle stagioni, e alle bizze della distribuzione. Nessuno può più fare la spesa per me e queste sono le mie ore di relazione pubblica più importanti. Il cibo, che per me personalmente non avrebbe proprio più nessuna importanza, è il mezzo attraverso il quale il mondo entra nella mia vita, rendendomi consapevole che esso ancora mi riguarda.

Il pomeriggio lo passo a custodire i bambini, vado a prenderli a scuola prima possibile, tentando di sottrarli all’eccesso di influenza culturale altrui e badando in questo modo a mantenere viva la loro curiosità per l’ambiente. Le giornate di sole le passiamo sull’altopiano, ad osservare campi ed animali i più vari possibile. Altrimenti leggiamo storie e guardiamo film, finchè le loro mamme non passano a prenderseli.

Allora arriva il momento in cui il mio senso pratico è più duramente messo alla prova, quello in cui la pratica di emissione controllata della voce mi riporta al mio essere più autentico, davanti al quale mi inchino con tutta la poca intensità di cui sono capace. Ascoltare il suono della mia voce che imita il funzionamento della meccaniche universali è lo scopo personale della mia vita, il mio mezzo di accettazione della vita così come la conosco.

26 marzo 2004

Gradients

The proportional use of space and pattern creates harmony

Ecco, di una visione intensa e frammentata, di cui fatico a conservare memoria, di questo si tratta. Di una specie di interludio tra la veglia ed il sonno in cui l’intera mia vita sembra svolgersi, senza alternativa apparente. E senza che nemmeno il pensiero dei bambini, delle loro necessita’ piu’ comunemente percepite possa distrarmi. Nulla di tutto questo ha l’aspetto di un problema, nella mia vita interiore, si palesa soltanto una sconnessione con la vita quotidiana di molte delle persone che incontro, con la loro necessita’ e volonta’ di conservare, di poggiare i piedi sul (credono) conosciuto, sul “solito” vecchio sistema di credenze. Una visione frammentata, dell’unica realta’ riconoscibile, in mezzo a questo mutevole mare apparente.

Molto piu’ pacato, rispetto alle settimane passate, il mio rientro dai bambini, mentre Stefania si impegna a non rendermi la vita ancora piu’ difficile, io mi impegno a fare lo stesso con la sua.

Never become so popular that the public takes an interest in you.

26 marzo 2003

Sono a Trieste per incontrare Roberto Maffioli, discreto bassista e promotore di una iniziativa di produzione di oggetti tridimensionali in moto su video, che appare sofisticata ed interessante, ma non c’è traccia di quest’uomo che se ricordo bene mi ha invitato, aspetto fiducioso.

Verso sera al GQ, in cui Gabriele non c’è affatto e quando arriva, a seguito di telefonata ufficializzante, è impegnato e distratto da i suoi molti impegni senza impegno, aspetto fiducioso. Moreno giura attenzione e cura ma del mio rimborso iva non c’è traccia, e la mia fattura ormai è intestata a loro, aspetto fiducioso.

A cena con Toni senza attese né pretese in un curioso ristorante “giapponese” che sembra vero, di fronte alla rovente piastra operata come se fosse vera. Bene no? Il nostro pesce però è crudo.

26 marzo 2002

Questa mia deliziosa moglie mi riempie il cuore di speranza, si affaccia in questo desolato, solitario, arido e triste mondo in cui mi trovo a passare e mi convince a seguirla. Così mi ritrovo in una nuova posizione, in cui fede, speranza, e lo schema delle cose, tornano ad avere senso compiuto. Il mio lavoro personale finisce così in fretta: Leggere e scrivere mi prendono e mi impegnano per buona parte della giornata, e-flusso, ricerca e raccolta di dati, un po’ di riflessione e un bel po’ di esercizio, insieme a qualche lunga sosta ad occuparmi dell’ orsetta piangente, ridente, urlante e sonnecchiante. Poi una passeggiata per farle respirare l’aria curiosa di questo ex paesino diventato periferia urbana, con truffe e cattivi edifici, strani ristoranti e bar e negozi ancora più strani. Così le mie giornate prendono il volo, in questa nuova, brillante, faticosa primavera.