martedì, 20 marzo 2007

Tutto quello che si muove

Nella mia continua ricerca di vita intelligente sulla terra emergono definizioni di intelligenza appunto che sono sempre discutibili ed incomplete. Una delle più interessanti, per me, della facoltà complementare alla esperienza ed alternativa alla volontà, è: capacità di adattamento. Io non credo nella progettazione ma nella previsione del futuro, credo nella comprensione dell’ambiente, non nell’affermazione della propria presenza. Perciò Intelligenza, con lo scopo di connettersi profondamente con l’ambiente è soprattutto adattamento.

Nella formazione di una classe dirigente, di una élite intellettuale che governi i luoghi, i paesi, le nazioni, la funzione richiesta dai formatori è l’adattabilità. Non quindi la fermezza e la solidità di pensiero, non l’ossessione dogmatica e nemmeno la concentrazione pragmatica , ma l’adattabilità. In una azienda padana qualunque questo significa soprattutto adattarsi alla richiesta del padrone, pardon l’imprenditore, alle sue manie, alle sue bizze, alla sua profonda mancanza di senso sociale che pure è socialmente quasi intoccabile.

L’intelligenza è probabilmente soprattutto questo: il senso profondo, autentico, reale del proprio ambiente. Nella sua brillante descrizione in “Artificial kid” di Bruce Sterling la “massa” è una specie di gelatina terrestre in cui lo scambio di DNA fra gli oggetti che la compongono è continuo, leggero, estremamente vitale. Non credo di avere mai trovato una descrizione così puntuale dell’ambiente reale. Siamo immersi in una sostanza attraverso la quale ogni parte di ciascuno determina l’esistenza dell’altro, in una osmosi profonda, rapidissima, continua.

Le scelte politiche, quelle vere, che determinano davvero in modo potente la nostra struttura ambientale implicano una responsabilità di cui la classe dirigente spesso non è consapevole. Ho sentito sempre lamentare mancanza di potere esecutivo, eccesso di controllo e rallentamento, in pratica nessun politico pensa di essere abbastanza potente. Non è così: i politici, gli imprenditori, gli amministratori determinano la qualità dell’aria e dell’acqua, di molta parte dei legami all’interno dei quali esistiamo. Determinano in effetti la qualità di vita entro cui possiamo essere, sentire, pensare.

La banalità del male, che si esprime nell’abrogazione della responsabilità, è sconvolgente. Quando un ambiente è saturo di cattive visioni, di cattive comunicazioni, di cattiva poesia io direi, diventa un ambiente dal quale bisogna difendersi, al quale bisogna sopravvivere cercando di contenere i danni. L’intelligenza è prima di tutto la capacità di vedere l’ambiente nel quale viviamo, l’adattamento è intelligente se tiene conto del parametro essenziale da cui siamo determinati: l’energia vitale.

lunedì, 20 marzo 2006

Una precisazione in termini di autorevolezza:

Chi ha verificato l’autorevolezza di Google? Crediamo forse che essere indirizzati su una serie di siti, anche solo in termini di posizione in coda implichi una responsabilità da poco? Per essere messi in posizione in coda si paga, non ci si qualifica, nemmeno anche solo in termini di popolarità.

Chi si ricorda che consultando Wikipedia, per dirne una, ci si assumono tutte le responsabilità tipiche della rete, cioè che se c’è stato un post, da qualunque parte del mondo, questo non significa che lo possiamo prendere per buono, ma abbiamo solo altro materiale da verificare?

Per quale motivo il blog di Beppe Grillo è più frequentato di quello di Luttazzi, per dirne uno, anche quando Grillo si ricorda, giustamente, di essere solo un comico che si allarga? La sua credibilità è fuori discussione, infatti lui si ricorda di dire che i suoi non sono commenti autorevoli, ma in termini di utilità di fonte forse si deve continuare a verificare. Altrimenti le voci girano a gratis, e si forma una opinione pubblica inconsistente.

In nome della nostra incrollabile fede nella Vera Democrazia, unica autorità a cui ci pieghiamo, possiamo permetterci che la popolazione casalinga, ottusa dalla incredibile trasmissione televisiva, giudichi il miglior amministratore del paese? Io personalmente sono molto turbato dai metodi di comunicazione dell’amministratore del mio condominio, che riesce a convincere l’assemblea a far fare gli interventi di manutenzione straordinaria solo ad aderenti a Forza Italia, il partito degli imprenditori ottimisti.

20 marzo 2004

Alternating repetition

Repeating various elements create a sense of order and harmony

Una profonda necessita’ mi si svolge davanti agli occhi, mentre riemergo da un sonno profondo svegliato da un bambino di Ferro: Reiterare le mie affermazioni e’ un obbligo che le rende efficaci e, con il tempo, condivisibili. Oggi, per la prima volta, considero che ripetere il ciclo di programmi che mi era stato affidato e’ non solo possibile ma probabilmente necessario. Perche’ esso poteva contenere la chiave di connessione con una comunita’ cui appartengo, pure se in modo frammentato e illeggibile. E anche perche’ mi era stato chiesto. Io non posso piu’ permettermi di dire di no. E non e’ proprio una nuova novita’.

Un sabato luccicante di gioia e commozione insieme a Ferro, Terra e la loro mamma puo’ compensare anni di isolamento e stridore di porte. Forse prima della fine di questa lunga vita, cosi’ intensamente vissuta mio malgrado, maturero’.

20 marzo 2003

Una giornata al sole, senza tempo ne’ spazio, immersi nella stessa realta’ per un momento. In una giornata come questa posso trovare una perfetta gioia di esistere, ma non molto di cui parlare. Cosa deve fare in questa dimensione un vero scrittore? Se avessi la risposta il mio scrivere avrebbe un’altra andatura, la mia vita un respiro diverso, la mia casa, i miei vestiti sarebbero differenti, ma nessuna delle mie strutture essenziali ne verrebbe modificata, nessuno spazio per cibo differente, ne’ automobili, ne’ ritmi e progressioni incrementali piu’ efficienti. Il mio tempo resterebbe lo stesso, il mio consueto abitare lo spazio affidatomi su questo pianeta resterebbe preciso. E le mie giornate di sole, immerso nella piu’ semplice delle gioie sarebbero esattamente uguali.

Un incidente a Greta oggi, caduta sulla faccia a causa del passeggino montato male: siamo responsabili di questi bambini, del loro corpo, del loro equilibrio emotivo, del loro sviluppo intellettivo e di chissà quante altre cose ancora, ma come faremo ad essere all’altezza? Lacrime e pianti comunque, nella cura quanto nella ferita, e questa bambina dimostra tutto il carattere di cui ha bisogno. Impossibile temere per lei.

20 marzo 2002

Fuori la mattina per la nostra passeggiata settimanale a Mirano. Il mio tempo con questa straordinaria ragazza è così ben speso, lei riesce contemporaneamente a fare da specchio e da martello per le mie più sottili idiosincrasie. Che è proprio quello di cui ho bisogno, se solo riuscissimo ad affinare un po’ i modi, ma forse l’unico modo che ho per vedere ciò che sono è mettermi in questa luce così feroce.

Il pomeriggio insieme ad Adriano a prendere cioccolata e dolci di fronte ad una misera assemblea di piazza per difendere la democrazia che non mi ero accorto ci fosse.

Lavoro e figli sono i nostri argomenti ma ne ha parlato quasi esclusivamente lui. Forse è questo il modo in cui sono stato un esempio per lui in tutti questi anni: chi non ti dà ragione non merita la tua cura, la tua attenzione, il tuo amore. Non ho detto nulla che possa negargli la ragione che sa di non avere; forse sono ancora l’abbandono ed il tradimento gli oggetti che stanno dietro le nostre parole ma io non so che dire. Io mi sento solo abbandonato, niente affatto tradito e credo ci siano ottimi motivi per quello che è successo a me. Rientrando la sera ho sentito chiaramente risuonare il modo cattolico per cui non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te e, per quanto siamo su un terreno un po’ infido per quanto riguarda la giustezza delle azioni umane, mi sono sentito completamente innocente ed assolto.