Noialtri si impara anche per osmosi, la prossimità di cose, animali e persone con le quali non abbiamo una connessione consapevole determina per buona parte la nostra visione del mondo. Bene per chi lavora con gli animali sani, bene per chi lavora con i bambini, bene per chi vive lontano da autostrade, canali di scolo, centrali e tralicci elettrici, telefonini e pullman. Ma per chi non è così isolato, qual’è la lezione quotidiana?

Io ho attraversato molti posti in cui le condizioni elencate sopra erano attuali ed ordinarie, non solo in India, non solo in Patagonia, ma bastava una persona abituata al caos per sporcare tutto. La nostra visione delle cose è determinata dalle nostre abitudini, difficile esagerare su quanto questo sia vero. L’isolamento necessario per connettersi con il mondo reale è un terribile peso sulle nostre difficili vite ma è il prezzo assolutamente necessario da pagare.

Le condizioni ambientali sono molto pesanti nella nostra percezione del mondo e di noi stessi, ma niente pesa quanto le persone più prossime, quanto le piante più prossime, quanto gli animali più prossimi. Lo scambio genetico è continuo, leggero, rapido. Non sappiamo proprio quanto la nostra condizione è volatile, instabile, fluida. Proteggere il nostro ambiente equivale a proteggere il nostro corpo fisico, non meno vulnerabile di quello psichico o spirituale. Per poter ascoltare dobbiamo stare in un luogo pulito.

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