Ad un  giovane manager, ed anche ad un vecchio manager che cerchi un riciclo, si chiede oggi una sola cosa: la flessibilità, che come ci suggerisce Vittorino Andreoli ha molti vantaggi: Significa cambiare, adattarsi di continuo, andare d’accordo con tutti. Da parte mia considero questa una delle migliori definizioni di intelligenza ma rimane il fatto che, ora più che mai, immediatamente tutto questo degenera in una psicopatia nota come alessitimia, il vuoto interiore a disposizione del datore di lavoro che lo può riempire come desidera.

Potrà anche sembrare, nell’immediato, che sia una strategia che funziona. Lasciamo anche perdere che quello che funziona strategicamente non è, solo per questo, accettabile di principio. Limitiamoci a meditare sulla creazione consapevole di una classe dirigente priva di autonomia, cultura, immaginazione. In pratica incapace di intraprendere. Nella mia esperienza di consulente il dramma è stato sempre la dicotomia dell’imprenditore che intende comunicare al massimo e contemporaneamente limitare la comunicazione a suo piacimento.

La mancanza di intelligenza sociale, emotiva, infine economica è il risultato di tutto questo processo in azienda. Nella società normale ci troviamo ad avere una classe dirigente che si lamenta sommessamente, scarica le responsabilità su chiunque capiti a tiro, chiama la mamma nel sonno. Se fosse venuto a mancare un futuro qualunque per l’industria europea e occidentale andremmo solo tutti a farci un aperitivo, se manca una qualunque ipotesi di classe dirigente credibile a livello sociale non ci resta invece che imparare il cinese.