lunedì, 12 marzo 2007

Per chi sto parlando?

E’ il momento di tacere, per me, evidentemente

12 marzo 2004

Q. How do we effectively direct the course of our lives?
A.
1. In the short term, by having an attention span (i.e. to hold an aim) that covers a one-year period. This equates to taking care of business.
2. In the longer-short/shorter-mid term, by having an attention span that covers a three-year period. This equates to being business-like.
3. In the longer-mid term, by having an attention span that covers a seven-year period. This equates to professional success.
4. In the long term, by having an aim. This aim is a construct which, in our common experiencing, we might call “the future”. More accurately, it is part of an ongoing present moment. The full-term long-term ongoing present moment is what we commonly call our life.

La cosa piu’ curiosa che mi riesce di notare in questi giorni e’ la peculiare capacita’ che abbiamo, come esseri aspiranti umani, a determinare una grande parte della forma che il nostro futuro prende. In effetti questa capacita’ consiste nel raccogliere elementi del nostro presente per “confezionarli” in modo che ci si presentino, in uno spazio che chiamiamo futuro, belli e formati. Questa idea si basa su di un concetto di “momento presente esteso” che contiene ogni nostra espressione, gesto, atto terapeutico, atto distruttivo. La differenza, quella su cui devo meditare per quanto riguarda la mia posizione individuale, consiste tutta nello stare dentro, o fuori, del cicolo della guarigione.

Parto in treno, con l’intento di tornare in una macchina parzialmente ridipinta di giallo, e una specie di vuoto nella testa, la condizione piu’ vicina al paradiso che riesco a raggiungere in questi giorni. Il viaggio consiste infatti in una serie di paesaggi vuoti ed un po’ desolati, forse, certo non sento le voci, se non quella di Alice, che contiene meno dolore e sconforto della mia. Che vorrei non far sentire a nessuno in questi giorni. Aspetto di ritrovare i miei bambini, che dopo solo due giorni mi mancano da morire. Vedo il sorriso di John Wilkinson, nella distanza, probabilmente il solo che aveva previsto tutto questo. Il mio feroce apprendistato continua.

12 marzo 2003

If the work is of a quality, its form will be inevitable rather than intentional. (This may be both involutionary and evolutionary).RF

E’ spesso molto difficile guardare la propria vita senza poterla misurare con la vita di un altro, come se fossimo persi dentro a spazi differenti, in differenti dimensioni. Credo che specchiare il proprio senso dell’esistenza negli occhi di chi ci guarda sia un processo naturale ed indispensabile, mi rendo conto che non è così per tutti. Il mio personale valore, se devo vederlo, sta tutto scritto nella mente profonda di chi ho davanti agli occhi, dentro agli individui che nella mia stessa barca navigano e nella stessa direzione remano. Che altro posso fare?

12 marzo 2002

A creative future awaits us all, and it is available. It must also be constructed. If we sit around and wait for the future to set itself up, ex nihilo, we will wake up in the Spring of 2003 and twitch gently because our future doesn’t appear to be coming online. RF

Devo guadagnarmi da vivere, dopo un paio di decenni in cui qualcuno aveva pensato a me senza nemmeno che io dovessi chiederlo. Quanto può essere feroce una cattiva abitudine. Il privilegio di essere dispensato dagli obblighi sociali, o l’illusione che questo sia possibile. Mia moglie, i miei amici, mio fratello, chissà chi devo ringraziare.

Sono stato quello che si dice un dipendente pubblico, un servo civile, un funzionario sociale, e chissà che altro ancora e questo mi ha procurato l’illusione di poter vivere senza lavorare, splendido privilegio di cui però non sono stato un caso autentico. Qualcuno forse ha pagato per me e adesso questa cosa non funziona più, sono caduto nella rete della vanità, e forse dell’arroganza, e adesso ne pago alcune conseguenze. E dico così perché c’è sempre chi paga i miei conti, in cambio di chissà che, poi?