Dice Fosca con una punta di civetteria che apprezzo e comprendo. Invece è di questo che dovremmo parlare e infatti lo facciamo, che non c’è niente altro di cui potremmo. Le cose che ho visto sono le uniche di cui so, io per la precisione non credo che quello che non ho visto esista del tutto. Le persone che ho conosciuto invece, sono molto più difficili da ricordare, essendo che se ci provo mi scopro a parlare di me, senza alcun senso di completezza. Il nostro modo di attraversare il mondo può anche sembrare ragionevole, ma non lo è affatto, non c’è quella continuità nello spazio e nel tempo che a volte abbiamo sognato, pensato, creduto di avere. Il nostro è solo un passaggio che esiste negli occhi degli altri, che si ricordano di noi completamente al di là, o forse al di qua di quello che noi abbiamo creduto. Io sono sempre un po’ a disagio a leggere Fosca o Cristina, che mi pare di dovere loro l’amore che non hanno e che non sanno di non avere. E’ una questione di eta’ o di chissacchè.

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