giovedì, 01 marzo 2007

La responsabilità della pecora

Il senso di responsabilità dei cattolici è sentimentale. Agisce a livello emotivo, senza analisi, diventa facilmente senso di colpa. Non che io disprezzi il senso del rimorso, che è utile per vederci chiaro, ma il senso di colpa ne controlla e ne uccide più dei kalashnikov. La colpa è innata, abbiamo sbagliato di principio, e la vita cattolica è una vita di riscatto da colpe incomprese. La responsabilità è anche un processo intellettuale, sul quale i cattolici non vanno fortissimo. La responsabilità del commento della lettura, per esempio, è nelle mani del pastore cattolico, interamente.

La riforma luterana e calvinista hanno imposto una responsabilità più condivisa il primo ed una molto condivisa il secondo. Questo significa che la lettura e l’inevitabile decifrazione dei testi antichi è anche o in parte in mano dei fedeli. Da qui le varie correnti di pensiero più o meno eretiche, più o meno seguite, che hanno propria esegesi, proprio vocabolario. Perchè la prima responsabilità è l’uso proprio o arbitrario del vocabolario. I cattolici non possono essere integralisti, non hanno la facoltà di definire l’interpretazione “giusta” dei testi.

La ribellione ai cattolici perlopiù consiste di questo, di un esercizio critico più o meno fondato, più o meno colto, più o meno profondo. Così come in filosofia però, per fare qualcosa di nuovo autenticamente bisogna fare qualcosa di meglio, l’esercizio critico non può prescindere dalla qualità altrimenti diventa ozioso nel migliore dei casi, criminale nel peggiore. Assumersi una responsabilità significa prendersi un impegno alla qualità, oppure provocare un disastro peggiore del criticato.

Laico significa battezzato senza gradi gerarchici ecclesiastici, solo per estensione libero dal dogmatismo ideologico, solo per estensione ulteriore estraneo alla confessione e chiamato a dire la sua su questioni confessionali. Non c’è nessuna opposizione laica, solo opposizioni confessionali, tra cattolici e marxisti per esempio. La parola in origine significava anche illetterato, in opposizione a chierico cioè dotto. In una confessione la gerarchia consiste soprattutto di ordine dottrinale, in termini di conoscenza dottrinale. Noi viviamo in un paese cattolico, prendersi la responsabilità è un grave errore.

1 marzo 2004

1. A large proportion of ordinary, decent people will do unacceptable things when someone else accepts (or appears to accept) responsibility.

2. If we are divorced from the consequences of our actions, the manner in which those consequences unfold are inappropriate.

Serenamente, per quanto si puo’, sull’orlo di un terrore indefinito, devastante, immenso. Mi rifugio nelle mie riserve di serenita’, che sono ampie, ma c’e’ un timore diffuso per quel breve futuro che riesco a prevedere. Passero’ la settimana a tentare un approccio comprensivo allo stato delle cose, forse pensero’ a cause ed effetti, forse semplicemente verro’ a sapere delle cose che non so, oppure ancora il vento cambiera’, spazzando via i sentimenti di cui nemmeno restera’ memoria, come cosi’ spesso accade, di recente.

1 marzo 2003

Humankind will eventually cover the earth, and hence the importance of landscape gardening & architecture, presently resonates.

La domanda di oggi riguarda una delle mie inclinazioni fondamentali: lo spunto viene da un programma televisivo intravisto la mattina presto.

Rispondere alle domande, senza omissione né commissione. Da Hassan Shushud attraverso la mia arruffata interpretazione, questo è il principio, quasi monogrammatico nella sua vastità, cui tento di restare appoggiato. Bene, pare che dietro a questo si nascondano voluminose insidie: una riguarda un’altra inclinazione fondamentale, cioè occuparsi di quello che capita, senza vere aspirazioni e nemmeno direzioni, in balia del vento e della pioggia. La seconda nasconde un attitudine leggermente più avariata: quella secondo la quale mi si chiede davvero molto poco, perciò posso assecondare il flusso senza particolare impegno, cioè posso fare, vedere, essere quello che mi viene chiesto a mani basse, mentre penso ad altro, cioè siccome quello che mi viene chiesto non è degno di me posso anche essere approssimativo, superficiale, incurante. Dietro a tutto questo potrebbe nascondersi una vera malafede, nel migliore dei casi si vive in modo poco degno, è probabile che la dispersione sia totale. Certamente a vivere così l’intera vita scivola via in un attimo. La terza, ma non l’ultima, è sprofondata nella confusione ed è la più pericolosa, essendo per me finito ogni momento disponibile, se ce ne fossero stati, per abbandonarmi a qualsiasi processo confuso, irrisolvibile, inconcludente. Qui però si finisce senza passi avanti: se un processo è confuso è probabilmente perché ha perso di vista il principio da cui si è mosso, e stiamo parlando di un punto distante dall’inizio tanto quanto dalla fine, probabilmente di uno stadio di ogni processo in cui la confusione è pressoché inevitabile e va soltanto superata nel modo più efficiente possibile.

La domanda adesso si trova ad essere: il principio enunciato rimane valido in quanto tale? E la risposta è si, se rimane valida la sua integrità, in una parola se il principio rimane l’autentico fondamento dell’azione o della reazione.

1 marzo 2002

Non c’è stato il 29, quindi Greta ha compiuto due mesi ieri o oggi? Una gita insieme oggi, a Pordenone a incontrare una donna che ha avuto il mio curriculum, stordente nella sua eccezionalità. Ho lasciato il mio ufficio in Regione perché credevo di essermi messo nella giusta luce, dopo tante partecipazioni così naturali, così ben percepite, alla vita comune. Ora, dopo aver scoperto che di comune, ancora una volta, non c’era proprio nulla, sono perso in uno spazio ancora più ampio. Nel quale un colloquio di lavoro, basato sulle mie sole forze, è impressionante. Perché sono un uomo che vale così poco, che non posso che essere stupito dell’attenzione di qualcuno, o anche di molto meno in realtà.

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