Il nostro individualismo è talmente sfrenato che l’egotismo è bandiera di riferimento, arca di salvezza, punto d’onore. La libertà di Voltaire, nella quale l’individuo è il centro dell’universo è diventata, malcompresa, licenza personale di uccidere l’altro. Ammesso che l’altro sia identificato dalla nostra illusoria comunità come pericoloso, vile, inaffidabile e brutto, si concede senza vergogna che egli sia una minaccia per noi. Penso agli Islamici, agli africani, agli slavi, ma penso soprattutto al mio collega dirigente debole, ricattato dalla direzione e reduce da una stagione sfortunata che viene isolato dalla sua squadra, perfino dai suoi sodali di bar e di tennis, dall’intera società che lo emargina e che si stringe in sè, lasciando fuori i nostri amici.