La gentilezza non è una cosa piccola, non è la semplice educazione sociale, e non è nemmeno la cortesia, è la speciale e dolce condizione in cui ci troviamo quando riconosciamo la nostra gente, la nostra famiglia, la nostra casa. Per crescere, per svilupparci, ma anche per mantenere una sana voglia di vivere abbiamo bisogno di immergerci nella gentilezza, nell’aria che la nostra gente respira, in modo più ampio possibile.Forse occorre aver frequentato un’aria diversa per apprezzare la gentilezza, forse occorre aver occupato posizioni esclusive, o escluse, per apprezzare l’inclusione.

Il fatto è che noi spesso diamo la gentilezza per scontata, come se fosse possibile simularla, o impiegarla a volontà. Non è così, quelle sono cose diverse, non si può nemmeno pretendere la gentilezza da chi non è cresciuto respirando la stessa aria, aspirando agli stessi principi.Abbiamo bisogno di amici puliti ed educati per vivere la nostra vita, qualunque essa sia. Non abbiamo bisogno di rigidità fanatiche, di esclusività più o meno consapevole, abbiamo bisogno di attenzione e cura, altrimenti la nostra vita stagnerà. Bastano gli amici? non credo, è necessaria la parentela? Non credo. Occorre quella che Goethe definiva affinità elettiva, la quale però pretende il sapere per essere riconosciuta. Chi ci accoglie deve sapere chi siamo.

All we need is a serious, competent and real, honest and sincere meditation on friendship, on the quest of another to work together on correspondance, with an only condition requested: commitment, not similarity, not a common capacity, not a common language which are not necessary.

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