domenica, 25 febbraio 2007

Che cosa è politico

Nell’uso del linguaggio c’è spesso confusione fra opposti e contrari, dove il primo è l’aspetto complementare di ogni cosa ed il secondo è la cosa stessa che viene negata, in modo ostile. In altre lingue c’è una netta distinzione fra ciò che è l’arte o la scienza del governo, la pratica cioè della relazione fra competenti, in senso giuridico e letterale, e quella che è invece la posizione etica, cioè filosofica, che si esprime per principi e che fa parte della convinzione profonda dell’individuo. Sono complementi opposti o contrari ostili?

Può sembrare che la pratica di governo sia basata solo sulla azione quotidiana di compromesso, come si usa dire. Può sembrare che i leader perfetti siano persone molto attive, molto comunicative e connesse con le strutture organizzate istituzionali. Non è tutto qui, è necessaria, continuamente e non solo nei testi accademici, la meditazione etica, la riflessione contemplativa dei principi, occorre che questa capacità venga applicata sempre, nel processo quotidiano che è la amministrazione della giustizia.

Giuridicamente è piuttosto condivisa la nozione per cui non esiste una giustizia sociale perchè non esiste affatto una società. Si fa solo questione individuale, già piuttosto complicata, contraria a quella di un altro individuo. Io credo che una struttura ideologica, opposta a quella tecnologica, sia del tutto necessaria, ammesso e concesso che questa struttura sia degna di sè, che possa comprendere cioè istanze di principio più alte di quelle pratiche e che possa reggere l’urto della pretesa del mercato perchè attenta alla necessità reale degli uomini.

In questo senso ogni nostra azione è politica, sia essa retta da una volontà cosciente di obbedienza ai propri principi innati, oppure al contrario basata dall’incosciente perseguimento dei propri interessi di convenienza speciale. E’ ovvio che stando da una parte non possiamo stare dall’altra e che chi sostiene il contrario di ciò che crediamo è la nostra nemesi. Per quanto mi riguarda credo che la mente che riesca ad intuire gli opposti e tenerli fermi in una visione pacificata è un uomo giusto, quella invece che contrasta la speculazione priva di principi, che resiste alla convenienza in nome della necessità è un uomo imprescindibile.

25 febbraio 2004

Una giornata, dopo il freddo ed il vento (e la neve), che mi riempie di speranza. Il risveglio e’ pero’ accompagnato da una rabbia sottile, che mi deriva dalla feroce, tenebrosa, inequivocabile presenza di Angelo, l’uomo che con un piccolo gesto estrae da me il peggio, quanto di piu’ odioso io possa riconoscere come mio.

E la mattina si svolge di conseguenza, con il piu’ rampante ed arrogante piglio che riesco ad avere in condizioni alterate, con uno strano pensiero che sia ora di prendere iniziative. Intendo dire, pur prendendomi tutte le responsabilita’ che riesco a vedere mie, che sono in balia, di nuovo, di un mostro.

Ma la cosa importante e’ che c’e’ una risonanza dentro di me, che per questo mostro prova una grande simpatia, questa e’ l’unica cosa che mi riguarda, che ritrovero’ domattina, e in molti dei giorni che seguiranno. Mio compito, mio impegno continuo sara’ di fare che non sia per sempre e questo e’ l’impegno che posso prendermi stasera.

I miei gesti di arroganza quotidiana consistono , tra l’altro, nell’aver suggerito a Stelio Lutmann, fondatore ed ex responsabile del centro televisivo, che la mia intervista ad Al Foster, per conto della Casa della Musica, potrebbe essere fatta con i mezzi del centro, che consistono di una bella Canon XL1, un oggetto piccolo che solletica la mia misera personalita’. Questo provoca ripercussioni durante tutta la giornata, e tali che fatico a sopportarle.

La seconda iniziativa e’ di seguire lo stesso Lutmann in consiglio Regionale, con il pretesto di seguire la sua intervista a Gianni Pecol Cominotto, assessore alla sanita’ e stratega dello strano lavoro di Gianni Pizzatti, nella realta’ semplicemente perche’ ho voglia di farmi vedere un po’, mentre aspetto un appuntamento fortemente richiesto da Angelo. Le ripercussioni del secondo gesto mi conducono direttamente dal mio aguzzino, e qui si spiega tutto, come una stanca recita, dalla mia vittima che sembra davvero credere a quello che sta dicendo.

Angelo (mai riflettero’ abbastanza sull’importanza del suo nome) si limita, senza rendersene conto del tutto, a replicare i deliri di Luxa, stavolta a dire il vero poggiandosi sui deliri di Gabriella, che pare riesca ancora a farsi ascoltare, e che pero’ qualche mezza verita’ la contengono, tanto per corrobare, come al solito, un insieme di menzogne. Forse un giorno sistemero’ la storia perche’ se ne esca per sempre dal mondo, ma temo che la mia vita sara’ troppo corta anche per questo.

Il punto reale, quello a cui giungo mentre scrivo queste righe e’ che stasera, dopo essermene andato, da maleducato ma profondamente annoiato, dall’auditorium della CdM, sta tutto nella vergogna che provo, senza remore, per quel povero sciocco che abito da cosi’ tanto tempo, che privo di innocenza forse, ma certamente dotato di uno strano senso del dovere, ha scambiato l’attenzione prestata su richiesta continua per un sacrificio degno di essere compiuto, quando Gabriella rappresentava per me un oggetto del mio apprendistato, e Federica invece un vero oggetto di Cura, di Attenzione, di Amore, un vero Motivo per Vivere al meglio di me stesso.

Paghero’ questa ingenuita’ per molto, anche se tutto quello che e’ successo oggi e’ in realta’ molto pallido e mi ha solo costretto a ricapitolare la mia relazione con le persone di cui ho faticato molto a liberarmi. Un solo pensiero, ed un bacio pieno d’amore, per la povera Federica, che soffre per quello che non capisce, e che splende per quello che sa.

25 febbraio 2003

A decision changes the world.Youth has its own power, qualities & capacities, and these strengths accompany the arrogance that permits witless judgement & dopey commentary. As older men know well.

Come in una cucina poco organizzata, densa di attrezzi, di tavoli da lavoro, sofisticati congegni per separare, miscelare, tagliare, raccogliere, lavare, cuocere, stufare, arrostire e decorare, allestire, presentare, servire, ma priva di persone competenti, di istruiti e raffinati cultori dell’arte, della sufficiente competenza per compiti delicati, importanti, determinanti: così mi sento quando la mia giornata va a chiudersi, incapace di concludere, di completare il mio lavoro, quando tutti gli elementi raccolti durante la giornata, immondizia ma anche fiori e frutti, pensieri celesti ed immagini ultraterrene, così come il dolore e l’amarezza di una umanità che riesce a rimenere sempre e solo potenziale, inespressa, irrealizzata. Sento una rigida, triste incapacità di cucinare questi elementi e trasformare tutto in bellezza, chiara, pulita, nutriente. Come se mi mancasse la tecnica principale, quella che dà la visione dell’intero e che mai trascura ogni singolo particolare dettaglio. Come se il mio semplice lavoro quotidiano, la base fondamentale della mia esistenza al mondo, fosse impedito da qualcosa che somiglia così profondamente a me stesso.Forse che me ne sto un po’ troppo chiuso in casa, a riflettere e speculare su un materiale troppo grande per le mie capacità intellettuali, forse che ho bisogno di un lavoro semplice che mi tenga occupato?

25 febbraio 2002

Tempeste e terremoti stamattina alle 6.05 nella stanza gialla, pareva nulla dovesse più tornare a questo livello così miserabile. Intendo uno stato di cose con cui è davvero duro fare i conti: lo sappiamo tutti che significa poco se non nella luce di una interpretazione debole e stanca dei fatti, ma il sapore del mondo è particolarmente vile a questa altezza. Devo trovare il modo di estendere la durata del mio soggiorno mattutino nel mondo reale. E soprattutto di ricordare in modo più continuo a cosa appartengo. Qualcuno avrebbe dovuto dirmi che sarebbe stato impossibile da solo, ma sto scherzando, lo hanno fatto eccome. Aprire il mio cuore, questo è l’unico atto che mi riporta dove devo essere, ed è una cosa folle nel mondo in cui mi trovo senza memoria. Impensabile vivere senza memoria, così difficile vivere da soli e ricordare.

Una visita ad Alberto Pecchiari forse? O a Eddy Kante? Forse non riuscirei ad essere abbastanza luminoso e non voglio turbare le loro fragili vite. Meglio ricapitolare il lavoro di sabato a Cividale e trarne altri fili di energia.

18.00 va meglio della settimana passata? Difficile spiegare quanto.

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