Ho ripreso conoscenza nel cuore della notte, e non è stato Rocco a svegliarmi, il mio sentimento è di rimorso, per dipendenza dalle mie manie. La mia compulsione all’acquisto materiale si maschera ancora con i miei modi adolescenziali, i quali prevedevano una sola norma: si acquista solo quello che serve per lavorare, vestiti e cibo. Ora, la mia carriera si può considerare finita, la mia riconoscibilità sociale è estinta, non ho nemmeno voglia di vedere gli amici, perchè continuo a comprare libri, dischi, strumenti musicali e grafici?

Non che io mi nasconda le mie psicosi, le mie bugie o le mie viltà, ma sono cose con cui non sono capace di vivere, la mia illusione semmai consiste nel credere di essere ancora capace di mantenere la sanità in questo mare di follia. Certo è che vivo in un luogo malsano. Il mio ufficio, in cui sembra di essere pronti per lo smantellamento, non è frequentato da gente sana: non fosse per pochi vicini sarei davvero in ansia per la mia stessa salute. Loro sembrano conoscermi meglio di quanto mi conosca io dal punto di vista professionale, e mi proteggono dalle umiliazioni eccessive.

Non fosse per mio fratello però, non avrei nessuno con cui parlare col cuore, sono molto in ansia per dover usare messe in scena anche con lui, mi pare solo che a volte proprio non ce la faccia, in effetti non conosco nessuno più nei guai di lui. Le nostre attese comuni, ché ce n’è sempre di più sono state tradite per motivi in apparenza diversi, scopro insieme a lui che non sono così personali, questi motivi. La verità è che quando posso sfogarmi con lui, e grazie a lui tutto torna più leggero, mi rendo conto che le nostre analisi sono solo oziose. Qual’è in effetti la speranza di essere utili?