giovedì, 15 marzo 2007

La crescita infinitaIl presidente della camera dei deputati ci suggerisce che forse l’idea di progresso non è più corretta. Forse non è giusto guardare alla storia in senso progressivo, forse il progresso è finito. Le idee di innovazione, ricerca e sviluppo, forse, sono relative ad una concezione del mondo ottocentesca, razionalista, carica di illusioni. Se una rivoluzione industriale c’è stata ha portato solo un tipo apparentemente differente di disuguaglianza umana, non basata sull’impegno ma sulla condizione sociale.

Nemmeno il dibattito Marxista, o peggio l’equivoco Hegeliano possono portare chiarezza in questa visione, occorre davvero una teoria dell’economia che prescinda dalla “ricchezza delle nazioni” e dal delirio della crescita infinita. La crescita infinita non c’è, al suo posto c’è la decadenza e la morte naturale di ogni struttura produttiva. Il seme dell’innovazione contiene anche il paradigma della morte, non c’è innovazione che non sia fondata sull’estromissione di qualcuno dal mercato.

La gente vuole le utilities, le commodities, una certa possibilità di accesso al potere. Istruzione, sanità e trasporti generano spese altissime, che devono essere sostenute dalla produzione industriale, dal turismo, dalla capacità di sostenere la concorrenza. Ma quello che diamo per scontato ha molti costi occulti, la cui evidenza emerge solo nelle crisi. Ci sono due elementi di meditazione: la ricchezza non si crea (nemmeno la si distrugge, come l’acqua) si sposta soltanto. L’occupazione deve essere massima, altrimenti aumentano le psicopatologie.

La storia dello sfruttamento delle risorse naturali ci mostra lo spostamento da un luogo all’altro della terra, dal carbone al petrolio il passaggio c’è stato anche in termini di extraterritorialità, il carbone inglese ma anche quello italiano veniva estratto in galles ed in sardegna, chi ne aveva poteva organizzare la nuova produzione di beni in proprio. L’Italia per esempio è un paese povero di risorse primarie, ancor più dell’inghilterra, e anche la sua politica estera è dovuta essere coloniale ed imperiale. Ma negli stati uniti, paese di risorse enormi, non è stato differente. Le risorse primarie finiscono.

Le risorse primarie sono l’unica vera risorsa nazionale, poi si passa al commercio, allo sfruttamento, al furto estero. La guerra perlopiù consiste del modo più rapido per procurarsi risorse altrui. Perfino questo è un processo poco economico, ma nell’immediato i benefici sembrano alti. Perchè il punto del collasso economico è sempre la cattiva gestione delle risorse, anche di quelle emotive e spirituali oltre che quelle politiche e materiali.

Rimane il senso di una democrazia svilita e falsa, basata com’è su un economia difettosa e in malafede. La diatriba tra marxismo e capitale fa ridere se paragonata al bieco e piratesco senso della politica di Bush, che non meriterebbe nemmeno di essere citato per nome se non rappresentasse comodamente un intero metodo di abitazione del mondo. Non mi importa affatto di come in apparenza stanno le cose, ciò che è importante assumere è la nozione di una nuova, naturalissima povertà.

15 febbraio 2004

Agitata domenica, leggermente malumorale, che di nuovo passiamo, per piacere o per forza, chiusi in casa. Vero che le alternative non sono attraenti ma uscire con i bambini, data una organizzazione minima e probabilmente una macchina piu’ spaziosa, ci farebbe bene. Nemmeno questo carnevale riusciremo a visitare la mia vecchia citta’, che abito troppo poco. In compenso Ferro si spiega lentamente come adorabile oltre che solido, bambino comprensibilissimo, molto semplice e meno controverso della sua piccola sorellina. Sono sopraffatto da quanto carattere questi bambini abbiano, pure se Greta e’ un po’ schiacciata da tutta l’attenzione che il bambino chiede e si procura: certamente sono un impegno enorme anche standocene chiusi in casa. Oggi e’ abbastanza ovvio comunque che l’inverno si sta diradando, anche per Stefania e me.

15 febbraio 2003

“La Rinascita della Terra – Il nuovo salto evolutivo”

La nostra ecologia ha bisogno di compiere oggi questo “salto”: riconoscere che lo spazio della natura in cui viviamo è pluridimensionale, essendo costituito, oltre che dalla materia, anche da un invisibile corpo vital-energetico, emozionale e spirituale. Oltre che a vedere, dobbiamo imparare a “sentire” il nostro ambiente di vita. In questo senso, l’intuizione, la sensibilità emozionale, l’immaginazione creativa sono facoltà da integrare nel processo di evoluzione della coscienza ecologica del nostro tempo.

Un sentito ringraziamento all’amico Maurizio Martinelli che si è finalmente deciso ad avvisare delle sue attività in laguna. Direi niente di male, spero solo di incontrare Marko al più presto. Il programma è chiaro, il mio ruolo meno.

Le mie uscite alla ricerca continua ed ugualmente inesaustiva di materiale di nobile intrattenimento, scoperta e gioia sono sempre più spesso impoverite da una sorta di leggera noia. Non che io ne soffra poi così tanto ma sono un po’ stupito, e disorientato, e confuso, è evidentente che non solo da questo.

15 febbraio 2002

Il più serenamente possibile ad aspettare che il futuro si presenti, ad immaginare quale sarà il mio modo di raccontare, descrivere, spiegare tutto quello che vedo a tutti quelli che incontro. Come se ci fosse una domanda, come se non potessi farne a meno, con il sorriso più largo possibile. Se il possibile diventasse difficile saprei stare al mio posto? Vorrei poter rispondere in modo che mio figlio possa capire.

Vorrei poter vivere alla sua altezza. Non credo che posso ancora pensare che devo procurarmi un dignitoso posto nel mondo, credo invece che la compassione e l’amore siano tutto ciò che mi riguarda anche quando mi si chiede soltanto di imparare a stare sul mercato. Come se ci fosse un mercato. Come se Socrate non dovesse gridare per strada, come se ci fosse qualcuno che può procurarci davvero il cibo, e avesse bisogno di aiuto.

Questi uomini, e questi bambini giustamente spaventati, hanno bisogno di coraggio e forza, e questo cercherò ancora, finchè posso. E continuerò a cercare buoni compagni, puliti e leggeri, tentando di essere un buon compagno, pulito e leggero. Senza malinconie.

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