giovedì, 01 febbraio 2007

simpatici ed antipatici

Un fenomeno di simpatia, in fisica, è un fenomeno vibratorio. Una corda lasciata libera di vibrare, con una determinata tensione ed un determinato spessore, farà risuonare un’altra corda che possa vibrare sulla stessa lunghezza d’onda. Le relazioni armoniche con altre corde, tese in modo da generare suoni relativi al primo, sono nondimeno forti e precise, regolate da equazioni complesse ma chiare.

Il nostro immaginario è regolato su alcune specifiche ambientali. La luce italiana è differente da quella olandese, la prima ha generato una pittura di narrazione, dinamica, la seconda di osservazione, contemplativa. La luce tedesca offre grandi possibilità di meditazione enfatica, solenne. Quella americana del deserto, che in inverno permette di leggere distintamente la linea dell’orizzonte, spinge verso di esso, all’esplorazione. Possiamo comprendere le immagini di chi vede le cose in un’altra luce.

La risonanza fra animali è limitata a piccoli gruppi, che si intuiscono, si annusano, si conoscono. Gli umani hanno in più il potere di accordarsi, di mutare l’intonazione del proprio discorso, di relazionarsi ad altri, sconosciuti. La voce umana ben allenata si adatta istantaneamente a qualunque vibrazione ambientale, locale. Le più diverse situazioni naturali sono udite, conosciute, assimilate dalla mente umana.

La meno sana delle situazioni umane è quella in cui la paura irrigidisce i corpi, i cuori, le menti umane. in questa situazione si cessa di poter disporre delle naturali facoltà. Irrigidita, la mente umana non conosce più nulla, si chiude in una resistente forma di vita minerale. Si può accettare la scarsa intelligenza, forse si può accettare la scarsa apertura. Non si può accettare la rinuncia al proprio potere di cambiare. E’ la rigidità che ci uccide.

mercoledì, 1 febbraio 2006

Fino a qual punto la coscienza si estingue? O, che cosa avviene della propria persona nel corso di allucinazioni che portano al deliquio? Insufficienti le risposte consuete.

Si vorrebbe dare una replica netta, e si parla di manifestazioni distinte: la consapevolezza rimane intatta in mezzo a ogni specie di travedimenti ovvero sparisce e dopo non resta nessun ricordo della trance subìta. E’ vero, sussistono questi due estremi, ma quasi sempre trepida e fluttuante è la realtà, il suo ricordo tremula, è arbitrario sempre, la ricostruzione degli eventi d’una visione.

Già un semplice sogno è difficile da rammentare salvo allo scatto del risveglio: assumerlo nel linguaggio, vuol dire falsificarlo. E’ arduo dire fino a che punto un evento di sogno fa un’immagine e fino a che punto una parola commossa.

Occorre accettare il più delle volte l’esistenza onirica, la trance e in genere l’allucinazione sciamanica come più vera del vero, un universo sottratto alle nostre classificazioni, impervio alle nostre categorie, oscillante, svanente ma nello stesso tempo fulgido e chiaro, contradditorio, atteggiato nell’uno e nell’altro senso che durante la veglia si escludono. In sanscrito esiste una parola che lo denota: vikalpa .

E’ fiabesco, ma connette verità che eludono la nostra attenzione di veglia, di cui forse il nostro inconscio o certi animali si avvedono. Si estende come un velo trepido, ma può imporsi come più netto del vero.

Elemire Zolla

a fourth law is: “but the game keeps getting more complicated, and there are always different ways to play.”

1 febbraio 2004

All’inizio del mese dell’anno piu’ familiare per me c’e’ una domenica insieme alla mia adorata moglie a guardar passare, nella loro inquieta transizione, i nostri bambini, scopo probabilmente principale della nostra vita. Le mie meditazioni di domenica tendono ad essere sfuggenti, poco facilmente memorizzabili, ma spesso mi lasciano un sentimento di completezza che non ritrovo durante la settimana. Resto spesso a chiedermi in quale dimensione si stia vivendo. La questione davvero piu’ urgente in questi anni, la mancata persistenza della memoria, nei suoi caratteri soggettivi ma anche oggettivi, mi prende spesso senza che io riesca a definire una qualche strategia. Se abbiamo stabilito che il mondo nuovo ha forma e spessore oramai da tempo, se possiamo definire la nostra condizione di esseri umani in transizione formale ed essenziale in momenti dati, non e’ affatto cosi’ semplice intuire la linea di sviluppo, che tende ad essere pieghettata, e a renderla correttamente in termini di memoria. Lo spaesamento che proviamo nel nostro stesso ambiente piu’ familiare ha un profondo carattere oggettivo, ma per avere accesso a questa intuizione e’ necessaria una grande dedizione al proprio spazio piu’ intimo.

1 febbraio 2003

I don’t / can’t / don’t want to / tell The Team what to do. We work by consensus & agreement.

Il mio oroscopo dice che c’è in serbo qualcosa di buono per me, ma il destino non ha ancora deciso che cosa offrirmi. Mi permetto un suggerimento a proposito di quello che voglio: incontri di una certa continuità con persone da cui io possa imparare; nella misura in cui possono insegnarmi quello di cui ho bisogno sono disposto anche alla base quotidiana, pregherei verso il cielo per una sufficiente chiarezza interna ed esterna affinchè io possa riconoscere le persone che mi possono mostrare ciò di cui ho bisogno. Per il tempo che mi rimane, soddisfatte le necessarie richieste di canzoni, cucina ed allevamento di figli, quel che voglio è un po’di tempo per leggere e scrivere all’interno della mia casa.

Questo è il giorno in cui il mio nuovo piccolissimo bambino è arrivato in casa, nella casa dei genitori di sua mamma, dei fratelli dei genitori di sua mamma, la casa in cui vivono i fratelli di sua mamma, i figli dei fratelli dei genitori di sua mamma, la casa in cui sua mamma è nata. E pare che si trovi bene nel suo lettino nuovo. È felicemente scampato all’affettuoso approccio armato della sua sorella maggiore la quale pensa che sia un giocattolo, o forse un cagnolino.

Questo bambino ha portato molte cose nella mia vita, cose su cui ho potuto riflettere con calma nei mesi dell’attesa, e molte altre cose sono arrivate in questi ultimi giorni, giorni in cui il livello della mia autopercezione ha raggiunto livelli inauditi di nadir. Annullarsi nei propri figli, capisco meglio la tentazione ora, pur avendola già vissuta in un momento molto più difficile della mia vita.

1 febbraio 2002

A pranzo con la mamma ma la mattina ho incontrato Gabriele che rimane la mia connessione positiva con la città. Poche buone notizie e qualcuna cattiva: il corso di tecnica televisiva è stato fatto e questo dimostra ancora una volta che il sottile potere personale di Angelo invade ogni spazio lui voglia, perfino quando lui non ne trae alcun beneficio, cioè quasi sempre. Terrore e distruzione nei quali spero di non sprofondare mai più in questa vita. Ma in questo mondo spiacente si diffondono come mai avevo visto prima. Sono un uomo impreparato. La mente va a John, cui sono grato e dal quale non ricevo molto distintamente. Sono sospeso, davvero non so che pensare, ma non è ancora tempo di scrivergli. Toni è distante e piuttosto strana, non sento bene come si senta in fondo, le sue risposte ed il suo tono però somigliano a quelle delle donne amareggiate che ho incontrato in questi anni: non capisco bene la mia responsabilità. Non credo di poter dire molto ma ho molto bisogno della sua compagnia, spero continui a curarsi di me. Ottimo cibo e sonni efficaci, la differenza è sensibile. A un mese dall’inizio di questa stesura mi sorprendo parecchio a rileggermi.