mercoledì, 31 gennaio 2007

Una definizione di cultura

A sentire Tonino Guerra ad una bella donna priva di cultura manca la luce erotica negli occhi. A Tonino io devo una delle definizioni di cultura che più ho adoperato: l’unica cultura è la cultura contadina. Definire il processo attraverso il quale chiunque di noi ha costruito la propria essenza umana, la propria coscienza e la propria anima è davvero difficile.

Perfino io tremo nel dire che se nasciamo privi di qualunque colpa, nasciamo anche privi di qualunque qualità. Ogni tratto di autorevolezza va costruito, protetto, coltivato. Forse nemmeno ci sarà mai un posto per noi nel tempo ma possiamo tentare di costruirlo. Costruire un’anima significa soprattutto lasciar andare. Le egomanie, le megalomanie, le pretese, le tentazioni.

Non sono cresciuto fra Kant, Hegel, Shopenhauer e Kijerkegaard. I miei maestri sono stati altri, A.K. Coomaraswamy per esempio, o Titus Burkhart, soprattutto Marius Schneider. Ho letto prima i russi dei francesi, ma quando ho incontrato Emily Dickinson ho realizzato che la mia lingua di elezione era molto di più l’inglese.

Non considero Umberto Eco, Noahm Chomsky e Richard Dawkins le migliori menti della nostra epoca, penso che le migliori menti della nostra epoca sono nascoste sulle montagne. Qualcosa si è interrotto, dai tempi in cui ero giovane e le alternative sono state consapevolmente scancellate, nascoste, manipolate. Non che ci sia bisogno di censura, tanto nessuno cerca più niente.

31 gennaio 2004

Il nostro sabato invernale, in quest’anno di transizione, si svolge perlopiu’ chiusi in casa, al riparo da noie e spese inutili, anche se in fondo vorremmo tutti sparire nel silenzio dell’altipiano. Forse i bambini sono troppo piccoli, forse siamo solo un po’ pigri, ma non ci costa tanto soddisfare il desiderio di famiglia della nonna e cosi’ aspettiamo il pranzo di domani, senza mangiare fuori e senza uscire affatto. La mattina e’ gelida davvero, con il sole che fatica ad uscire. Forse l’unica cosa che desidero e mi pare di aver sempre desiderato e’ un finesettimana privo di eventi, chiuso in casa.

31 gennaio 2003

Our motives push us as far as the middle of the middle. Our aim pulls us out of the middle. The confusion in the Great Divide may cause us to lose our way, even cause our process to unwind to the extent that we end up back at the beginning. The difficulty is, although our aim attracts us and pulls us towards it, if we are confused we may lose touch with it.The prime Guitar Craft aim: the development of conscience.The aim of Guitar Craft is to know right conduct in all situations, even situations where we find ourselves for the first time.

Sembra essere questo il momento per cui ci siamo preparati così a lungo, oggi ogni cosa sembra essere al suo posto, perfino la mia direzione nel tempo, che sembra tornare ad essere quel che credevo. Non è questo il bambino che volevo, probabilmente questo è il bambino di cui avevo bisogno, anche se sembra tutto così grande ed importante da rendere difficile prendere qualsiasi misura. Non credo nemmeno più che questo sia il bambino che voleva Stefania. Credo che anche questo sia troppo poco per parlare di lui. Spero di vivere abbastanza da poterlo sostenere sempre. Spero di avere abbastanza qualità da mostrargli.L’intera atmosfera a casa è differente, dopo aver telefonato a mamma, a Franco, a Giuliana, ed essere stato richiamato da Toni, dopo aver chiamato Rocco, ho sentito il giusto tono risuonare nell’aria. Forse perché finalmente ho ascoltato. Sono uscito stamattina per portare a Stefania le cose di cui ha bisogno e tornando ho preso una grossa, buona bottiglia, per brindare domani insieme ai familiari, cosa che ho trascurato di fare in modo corretto per Greta. Tempo di redenzione anche per lei. La mia piccolissima bambina continua a girare per la casa senza pace: oltre a non avere, per la prima volta, la sua mamma accanto di notte ha anche perso definitivamente il suo stato di bambina più piccola, perciò ha la febbre ed un noioso mal di gola che le impedisce di mangiare.Una telefonata gentile e consolante da parte di Davide Giacca, un piccolo uomo che si è comportato molto bene con me quando luxa mi è cascata addosso. Interviste a personalità rilevanti nel mondo e che non parlano l’italiano, è questo il mio campo? E di questo importa a qualcuno?

Passi avanti nell’organizzazione di una performance del CGT questa estate, pare che sia la volta buona per rivedere il mio vecchio amico Paul Richards dal GT. Emozionante ed inquietante.

31 gennaio 2002

Partenza in treno, davvero senza sapere dove vado. Se Gabriele non mi chiamasse qualche volta penserei che non importa a nessuno quello che faccio. È impressionante pensare a quanto sono stato apprezzato, oltre che disprezzato, l’anno scorso e a quanto profondamente poco richiesto sono ora. Mi chiedo ancora se siano state solo illusioni, come del resto era stato annunciato. Mi chiedo come io possa credere così profondamente che questo cambiamento è il benvenuto adesso. Che l’aiuto di cui avevo bisogno sta già arrivando. Ho bisogno di aiuto per riconoscere l’aiuto che mi viene dato.Una giornata differente comunque, è davvero molto diverso stare a Trieste, mi sento molto meglio e anche un po’peggio. Sono stato di nuovo al caffè Illy ed è stato davvero un errore: Rossana è una pazza e Fabio de Visintini ha fatto finta di non vedermi. Volevo vedere Edy Kante ed era ovvio che fosse molto meglio andare a trovarlo a casa, lui era un po’ perplesso perché non ci vediamo da molto, Rossana mette in imbarazzo tutti e ce ne siamo andati prima dell’inizio della presentazione. Ho ancora molto da imparare, chissà se ne ho il tempo.