Intrappolato dalle aspettative, questo sono sempre stato. Il potenziale espresso da molte delle persone che ho incontrato è stato schiacciato, avvilito, represso dalle aspettative altrui. Se le aspettative sono che la storia si ripeta uguale a sé stessa, io davvero non sono in grado di comprenderle, da dove si ricava l’ispirazione per immaginare una esistenza così vile?

Quello che comprendo è l’attesa, non la pretesa. Gli umani promettono, questa è la loro propria caratteristica etologica. Io ho sofferto con i miei amici molto più che con i miei committenti, con le donne che ho amato molto più che con i loro figli. Qualcosa si insinua, nelle relazioni umane, a interrompere l’accordo che sarebbe naturale. Non conosco la soluzione.

Io non cerco soluzioni, l’accordo che risolve toglie qualcosa alla composizione se sono io a doverlo suonare, intendo lasciare all’ascoltatore tutte le sue responsabilità e così finisco per lasciargli credere quello che vuole. Questo provoca una rivolta da parte dei miei corrispondenti, anche da quelli che dicono di amarmi, che va al di là di qualunque lecita attesa. Anche perchè le aspettative non sono mai lecite.

Così mi trovo a volte ad essere abbandonato per manifesto tradimento, dopo colpevole seduzione. Non ho mai tradito nè abbandonato le persone che ho amato, quelli che ho amato meno sostengono che mi sono adoperato per farmi abbandonare. Lo ammetto in segreto: essere abbandonato mi procura sempre un certo sollievo, perdo dieci chili, riacquisto spazio personale, godo molto, la mia vita è molto più facile.