Il racconto della propria vita, delle proprie esperienze ed interpretazioni ma anche degli atti e dei fatti, è solo una bugia. Abbiamo dei modelli in mente, più o meno solidi, ai quali tentiamo di aderire. Sogni, immagini, pensieri, credenze, costuituiscono la personalità che crediamo di essere, come se ci identificassimo con il veicolo che usiamo per attraversare il mondo.

La nostra vita reale è un’altra cosa. Lo scopo della vita reale è vedere le cose come stanno, imparare dalle cose come stanno e cambiare la nostra disposizione verso le cose come stanno. Non ci sono altri paradisi ed inferni, nessun altro purgatorio. Noialtri si preferisce una vita diversa. Noi preferiamo credere a ciò che ci piace, negare ciò che non ci piace.

Le cose stanno come stanno e i casi sono due: o non abbiamo accesso alla percezione diretta della realtà perchè non abbiamo i mezzi, fisici, emotivi, intellettivi oppure sciegliamo una versione alternativa, perchè ci troviamo meglio. Una complicazione sta naturalmente nel senso di condivisione con gli altri. Se gli altri vedono una cosa diversa dalla nostra ci sono solo due opzioni: cessiamo di vedere quello che vedono gli altri o cessiamo di vedere quello che vediamo noi.

I problemi tecnici esistono. Non è che si possa facilmente simulare un sistema di percezione nascosto, non possiamo essere proprio regolari nella nostra vita sociale mentre vediamo realtà separate. Nemmeno possiamo osservare la realtà com’è per hobby, nel tempo libero che la nostra vita sociale ci lascia. E’ tutto troppo costoso, e noi dobbiamo fare i conti molto bene: Vogliamo la realtà com’è o quella socialmente condivisa?