venerdì, 19 gennaio 2007

Bel mondo è questo!

Il mio amico Roberto Micalli, amerei potermi considerare suo amico, mi ha dato una lezione semplice ed importante: Dopo aver chiesto aiuto in una delle poche cose che conosco meglio di lui mi ha confessato di vergognarsi di quello che non sa. Non che la vergogna in sé sia una cosa meravigliosa ma io penso che possiamo vergognarci di quello che non sappiamo, comprendiamo, usiamo. Possiamo usare questo profondo imbarazzo, voglio dire, per massimizzare il nostro adattamento allo scopo dell’esistenza: La relazione con il proprio ambiente.

Roberto mi da una indicazione molto importante per me: essendo l’incarnazione quasi completa di tutto quello che io non sono capace di essere, per mimetizzarmi nel mondo che abitiamo in comune, io immagino di dover imparare da lui quasi tutto. Sbagliato. Lui stesso viene maltrattato quasi quanto me, a volte ancora più di me. Tutto questo non dimostra altro che: la mia comprensione della mia reale posizione nel mondo non migliorerebbe nemmeno se mi decidessi ad imparare quello che so di non sapere. C’è quindi una cosa ancora più grave di quello che non sappiamo, ed è quello che non sappiamo di non sapere.

Probabilmente hanno ragione quelli che mi chiedono dove sono stato fino ad oggi. Di certo non sono stato qui. O forse ho abusato di sostanze stupefacenti, forse la mia attitudine fenomenologica mi impedisce di constatare un qualunque dato come definitivo, forse la mia memoria ha perso ogni funzione ben prima che io me ne rendessi conto. Forse hanno invertito i miei dati di nascita con quelli di un altro che parla un’altra lingua.

Bel mondo è questo! Chi è tanto stupido da non vedere che è un palese imbroglio? Però chi è tanto intrepido da dirlo? Cattivo è il mondo, e tutto verrà al niente se i mali del mondo non li vede che la mente.Shakespeare, Riccardo III, III, 6

19 gennaio 2004

Just below the surface of our everyday world lie riches. But our everyday perceptions miss what is available. The inexpressible benevolence of the creative impulse is simply and readily available to all. Music so wishes to be heard that it sometimes calls on unlikely characters to give it voice, and ears.

Scopro di essere piu’ resistente di un tempo alla depressione che queste mentalita’, quando si rivolgono a me, potrebbero determinare. E la sorpresa, che sembra essere incomprensibile all’esterno, sta tutta nel fatto che ancora ce ne sia, di spazio per la depressione. Nella realta’ cio’ che piu’ mi turba e’ la completa, totale, mancanza di fase tra la mia percezione del mondo, che mi pare essere stata messa duramente alla prova, e quella altrui. Eccetto poi scoprire che si tratta solo, ancora, di percezioni convenzionali, il solito vecchio trucco che consiste nell’affermare la verita’ nella misura in cui la percezione della stessa e’ molto condivisa. Insomma una certa malinconia si svolge appena dietro la coltre delle mie visioni quotidiane, e mi piacerebbe poterne ridere. Il peggio e’ che sento una mancanza dei bambini che non ha nulla di sostenibile, nulla che possa desiderare divenga minore. Io non sono affatto scontento di invecchiare, nemmeno quando mi rendo conto che le mie percezioni passate non sono piu’ valide e quelle nuove non mi interessano. Credo davvero che sotto la coltre di cenere di questa rete di illusioni ci siano grandi ricchezze.

19 gennaio 2003

Redemption is a mystery, even when we feel ourselves to be within the heart of the transaction.

Si tratta soprattutto dell’incapacità di pace. Non che ci sia una particolare ansia, e neppure agitazione, ma come riconquistare la fede e l’abbandono al mistero? Non è una difficoltà mentale, né emotiva, di che cosa si tratta?Chiuso in un inverno particolarmente sensibile, o particolarmente sensibile all’inverno? Giorni grigi, a quali mi abbandono molto facilmente abbracciato ai miei tesori.

19 gennaio 2002

Today, I am more forgiving in others, and recognise that this accompanies a greater forgiving of Fripp. The poor man really does do his best, although he continues to fall flat on his face in full public gaze with a regularity which dismays me. But to surrender judgement on events of the past, and sacrifice our demands of the future, makes available a possible future of greater richness than we could believe. To put this slightly differently, letting go of the past makes the future present.

Partenza in ritardo e arrivo fuori tempo massimo a casa di Marko, finalmente. Una mattinata molto buona, dopo così tanto tempo, spesa a disegnare. Proprio così: illustrare una pietra, un concetto, molto facile, molto difficile. Ho parlato con Marko a proposito della impossibilità di capire lo spessore delle azioni compiute: lui dice che in termini di informazione il limite è imposto dalla cattiva qualità del suo italiano, mentre invece l’esperienza professionale in termini di disegno diventa molto facilmente un limite per l’educazione che tende a fissarsi. Ho già affrontato queste questioni qualche anno fa con Robert ma ci sono ancora immerso. Questo gruppo di persone mi piace, e a loro sembro piacere, è una buona cosa per me lavorare un po’ con gli altri. Abbiamo tutti bisogno di un gruppo e anche se la sera sono proprio sfinito spero di rivedere molti di loro.

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