mercoledì, 03 gennaio 2007

Quello che davvero distingue gli umani, nello spazio eterno, è la qualità della loro voce. Spesso stiamo a fantasticare su libertà e potere, ma gli angeli stessi invidiano gli umani per la potenza della loro voce. Non sono solo gli umani a commuoversi profondamente di fronte al suono dei loro simili, ma intere schiere di esseri, più spettrali ed entelechiaci, che meno possono dirigere le sorti dell’universo.

Anche le intelligenze più alte, che pure sono consapevolezza non incarnata ed hanno accesso a dimensioni molto più larghe, desiderano mani, gambe, cuori umani, e desiderano di poter vibrare di suono come gli umani possono. Per questo assistono gli umani stessi nel loro inquieto disperdersi, seguendo ogni possibile indicazione che dagli umani possa venire.

La struttura dell’universo è una struttura sonora, ogni oggetto è una tessitura di vibrazioni, ricreata in ogni istante, e non è mai un dato. La forma della realtà si realizza acusticamente, per simpatia e risonanza. L’equilibrio sia percepito fisicamente che intellettivamente che emotivamente è mantenuto per intonazione, per qualità di timbro e di tono. Il tempo è significante solo come ciclo, come ritmo.

Perciò il suono delle nostre voci, delle nostre parole sussurrate, dette, urlate o cantate, determina la realtà su cui piantiamo i piedi, su cui appoggiamo la testa, informa l’intera scenografia che chiamiamo mondo. Ogni suono prodotto interrompe la perfezione del silenzio, generando ripercussioni indeterminate. Ogni suono prodotto dovrebbe essere molto buono, per sopportare l’immensa responsabilità che la sua emissione implica.

3 gennaio 2004

“Set your affairs in order & clear your desk. Then, when the `phone goes, yoùll be able to respond”.

Un clima del tutto nuovo regola questa nostra (poco) familiare vita. Shopping, come se fosse comune, attraverso negozi e centri commerciali che non ci potevamo più permettere nei tempi del nostro apprendistato alla povertà, quello che ci permetterà di godere molto di più la ricchezza da oggi. Un semplice tappeto che ci farà sognare, e poi da Ikea a comprare lenzuola (e letti) e piumini e piccoli oggetti in legno per i bambini e per noi. La purissima felicità del procurarci ciò che ci occorre è quanto ci basta in questo inizio d’anno che sembra proprio tale.

3 gennaio 2003

La nostra piccola settimana di vacanza sembra essere arrivata al termine, Toni ha deciso di partecipare a questo incontro (sulla sacralità del tocco) a cui è stata invitata, e così è tempo di partire, anche perché Francesca arriva qui in visita e non è di compagnia che ha bisogno. Una settimana molto buona in definitiva, in cui ho guardato da vicino le difficoltà delle donne che amo: ho l’impressione che non ci sia molto di sbagliato nella mia personale disposizione verso di loro, ciò che credo sia necessario si trova in una dimensione credibile se mantengo un certa integrità morale ed è quindi questo ciò che auspico. Se la mia integrità vacilla, ed è successo nella percezione altrui, io non posso in nessun modo essere all’altezza di ciò che considero necessario, la mia energia ne viene intaccata, anche quella personale, ed in definitiva perdo la gioia necessaria per affrontare la pena.È stato ed è piuttosto difficile affrontare la questione morale, per me stesso e per altri, ma ho esaminato piuttosto a fondo le mie responsabilità, e non ho trovato molto.

3 gennaio 2002

Ci vuole un fiume di latte e manca qualcosa. Mail da Enrico Fragiacomo ed una strana risposta da parte mia: non so dire molto bene quale sia la speciale qualità di questi tempi ma sono davvero MOLTO a mio agio, immerso nell’incommensurabile lusso di scegliere quanto e dove lavorare. la comprensione poi che questo stato di cose finirà rende il momento assolutamente perfetto. davvero un nuovo anno, che ci si creda o meno, è arrivato. sto studiando, immaginando, mettendo a posto testa e cuore: presto sarò pronto.Mi chiedo da dove venga tutta la speranza che intendo e forse riesco a comunicare. Il pendolo oscilla tra la fede più pura e la sensazione di nuove, insopportabili illusioni. Alla fine della giornata però sono molto sereno, solo un po’ triste. Roberto Duse mi ha chiamato per farmi le congratulazioni. È un po’ buffo, non credevo di poter parlare di Greta come se fosse la mia nuova bambina, almeno non così pubblicamente, invece come sempre sembra tutto molto più accettabile di quanto io possa immaginare. Chissà quando imparerò la lezione.

23.00 ho sepolto placenta e cordone ombelicale sotto il grande albero del parco di Mirano (acer platanoides?). sarà molto utile per la produzione di latte e per la pace generale. Infatti la notte, almeno la mia, è stata molto più pacifica.

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