MERCOLEDÌ, 27 DICEMBRE 2006

Di solito consideriamo la letteratura qualcosa di universale, che contiene valori assoluti. Naturalmente al centro di questo universo c’è la letteratura che preferiamo, così come la musica, o i quadri, che preferiamo personalmente. Pynchon, Kafka, Borges, Calvino, pretendiamo che vengano tutti dallo stesso posto, che mirino alle stesse ambizioni cui miriamo noi, in un processo di riduzione egocentrica che produce molta miseria.

Questo modo di fare le cose mi ricorda gente che vive in cantina e che, scoperta la luce del sole, pretende di portarsela di sotto, invece di riconfigurare le proprie abitudini. Nel processo evolutivo della società industriale le cose sono proprio andate così, le invenzioni da miniera come luce elettrica, ascensori e condizionamento d’aria sono entrati nelle nostre case come se fosse normale.

Vero che alcune strutture sono adatte a ridursi così, ma certo tutto questo non vale per gli esemplari processi umani che riguardino l’esercizio dell’apprendimento, del cambiamento, della transustanziazione. Immaginate la scuola, la messa o lo sport di squadra, ad uso e consumo di una singola unità sociale chiusa in casa. Immaginate una sinfonia, oppure un arrampicata in alta quota, un immersione subacquea ridotta ad una esperienza domestica.

27 dicembre 2003

Che rimane da fare se non partire, alla ricerca di una pace che non pare appartenerci affatto, in cerca di una dimensione che ci riconosca, che ci coaguli, che ci comprenda, senza altra speranza che rendere possibile il nostro naturale, inevitabile ed estremamente necessario vivere insieme, a Trieste.

27 dicembre 2002

Un buon esercizio, stamattina, e la chiara sensazione che nulla si ripete: ho bisogno di un lavoro nel mondo, presto, e di denaro, ma di poche altre cose sento la necessità bruciante. Si parte per Trieste stamattina, dopo un po’ che non stavamo lì tutti insieme. Spero di passare un po’ di tempo anche con Giuliana e Piero, perché questo momento dell’anno è molto giusto. Io non abbandonerò mai nessuno.