giovedì, 16 novembre 2006

E’ molto difficile che mi fermi a rimpiangere le cose che non ho fatto, mi capita più spesso di riflettere su quello che ho fatto troppo a lungo. Anche se non ho rimorsi, le cose che ho detto, fatto sentire, comunicato, sono molte più di quello che avrei voluto.

Non sono abituato a discutere, perlopiù rispondo alle domande che mi vengono fatte. Per il mio piacere, per stare meglio, mi basta cucinare, cantare, allevare bambini. Per il resto sono piuttosto pentito.

Caro M*tt*o

utente anonimo

Sono felice di risponderti e ti ringrazio sinceramente, ma ho bisogno del tuo nome e del tuo indirizzo, anche se posso aggiungere poco alla mirabile idea di Renè Girard riguardo al capro espiatorio.

16 novembre 2003

Holding the pattern is part of the discipline of the head, and permits us to better engage the integrity, the wholeness, of what we are playing. Whichever particular note is being played, it has a connection to all the other notes played, or about-to-be-played, within the piece.

The present moment of the piece is held, and may occasionally be experienced, as one moment: the now of the piece, as it were. Once we are trained to connect to the present moment of one piece, we extend this to holding the sense of a complete performance as one whole.

Domenica di profonda umidità che ha un effetto profondo sulla mie efficienza psichica, emotiva, fisica. La mia proverbiale rigidità subisce ogni effetto di degradazione possibile in questo clima, posso commettere ogni sorta di atto, pensiero e opera impura in questa dimensione.

Così preferisco passare la giornata a sonnecchiare mentre i bambini imperversano: Greta ha ufficialmente cominciato a recitare i suoi personaggi, il piacere di piacere si è impossessato di lei, che accoglie senza riserva le richieste del pubblico, esibendosi in smorfie e mossette degne di ogni buon guitto, mi ricorda qualcuno della sua famiglia molto vicino a lei in questo momento. Il bambino di Ferro dà prova di straordinario equilibrio sui suoi piedi. Questi bambini hanno un futuro, io spero.

a professional job of delivering breathtakingly trite sentiments to stultifyingly banal melodies with the semblance of sincerity

16 novembre 2002

Ci si rilassa un po’ di sabato, adesso che non è più così ovvio trovarsi qui. Certo che la differenza immensa che si avverte stando qui rispetto a Trieste è che ci si può proprio trovare in un inferno, se per caso ci si trovasse senza potere, senza connessioni, senza denaro e senza una gran dose di immaginazione, a vivere qui.

C’è qualcosa di strisciante in questa accidiosa nebbia, qualcosa che non si pone molto a favore della vita umana nelle sue manifestazioni più degne. È altrettanto vero che ce la caviamo abbastanza bene, e stiamo imparando, almeno a rilassarci, appunto.

A Mestre con la bimba, a cercare un posticino in cui infilarsi, senza successo, e quel che realizziamo è che non abbiamo abbastanza soldi. Che cosa curiosa da sperimentare.