MERCOLEDÌ, 01 NOVEMBRE 2006

Sono stupefatto da chi nega l’unica identità che riconosco a mestesso, quella di indigeno europeo. Credo che i motivi per negare l’appartenenza all’Europa siano meschini, egoisti e ridicoli. Ma quello che è uscito dalle riflessioni quasi pubbliche di Roberto Musacchio, Roberto Santaniello, Roberto Cosolini e perfino Vittorio Prodi, è che l’UE è e rimarrà una comunità solo economica. Per quanto mi riguarda non c’è nient’altro da comunicare, la nostra attenzione può rivolgersi anche altrove.

Giuseppe Caravita (grazie a Enrico Milic) segnala un convegno certamente non minore, anzi primario, a S.Servolo in laguna il 20-21 ottobre scorso, in cui una ventina di non troppo identificabili, in rappresentanza delle maggiori università, si è trovata a discutere dell’ambiente prossimo venturo, di vita umana sulla terra cioè. La domanda che Caravita si fa, e che spiega la mancata identificazione è:

Perchè un workshop scientifico sulla sostenibilità ambientale deve essere chiuso alla stampa? E si da pure una risposta, appunto: Perchè questi qui stanno ragionando sull’apocalisse.

Per tornare al mio convegno le parole più frequentate, ve lo lascio immaginare solo un momento, sono state: Occupazione & Crescita.

Pur comprendendo il terrore che la disoccupazione e la morte industriale inspirano alle aziende, ed ai politici che credono allo stato aziendale. mi pare che l’enfasi sia invece dove ci si ferma en passant: l’insostenibilità energetica e la morte ambientale. Come Piero Villotta ha ricordato, prima vengono le necessità della professione e poi quelle della paga, così viene prima lo spazio in cui crescere e tenersi occupati che l’occupazione in sè.

Non riesco a comprendere se personalmente sono troppo vecchio o troppo giovane per occuparmi ancora di queste questioni. Mi rimane un’apertura perchè un futuro potrebbe sempre esserci in fondo, e per quello dobbiamo prepararci. L’estinzione della “civiltà” europea certo non mi crea difficoltà, ma l’estinzione della vita umana sulla terra, così come la conosciamo, quella, un po’, si.

Perciò se la Necessità è il cambiamento culturale, come suggerisce Vittorio Prodi, è anche vero che insieme a lui io credo che non ci sia niente di più concreto dei sogni.

1 novembre 2003

Continua ad esserci un terribile sentimento sotterraneo di inutilità. Che si tratti di semplice inaridimento da esposizione pubblica? Certo è che questo mio profondo sentirmi solo è la cosa meno comprensibile per chi mi conosce poco. Visto da fuori il mondo può sembrare un gran bel posto da visitare ma temo di non avere più questa sensazione.

Molto rigida anche l’evoluzione del mio rientro da Stefania, irritabile e ostile. Questa ragazza manda avanti, in modo molto parziale, vite differenti, e pur essendo io consapevole di quanto questo sia comune, ne vengo toccato quasi per la prima volta, per quanto io sia capace di ricordare. Continuo ad avvertire segnali, attraverso di lei, che non hanno nulla a che vedere con quello che crede di essere, e forse nemmeno con quello che è in realtà.

Greta cresce ed evolve disposizioni sempre più comprensibili, come se sentisse perfettamente come sono e perfino come mi sento. Il bambino di ferro invece vive per conto suo, contando solo su piccoli contributi da parte nostra, un bambino autosufficiente o isolato?

In a strange and rapidly changing world, where reliable points of orientation shift position and small certainties of daily life appear to be threatened, there are times when reasonable people might despair. But hope is unreasonable, and love is greater than this.

1 novembre 2002

Partenza per Trieste, dopo il pranzo dei morti, credo, ma non era il giorno dopo? Un semplice pomeriggio ad attraversare note e corrispondenza. Una splendida serata da solo, e non trovo di meglio che vedere un piccolissimo film dal quale, chissà perché, mi aspettavo qualcosa: “XXX” uno 007 per i fichetti del nuovo secolo.

The world is mad, if television news is any guide to the world. The news according to tabloids suggests, the world is madder than that. Any reasonable person would despair. But hope is unreasonable and love is greater than that. And love is greater than that.

17.01 This has been a day where destiny & fate meet, exchange courtesies, and begin to choose alternative future paths from available options. If gentle readers find my prose a little too metaphysical, well, tough. Right now, all manner of juxtapositions are queuing up to take place.

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