MARTEDÌ, 24 OTTOBRE 2006

Last scene of all,
That ends this strange eventful history,
Is second childishness and mere oblivion,
Sans teeth, sans eyes, sans taste, sans everything.

La storia non conta nulla. Ci sono storie ovunque, vengono da ogni luogo e spesso sono completamente in contraddizione. Sceglierne una, elevarla al rango di ufficiale, è puro arbitrio. Attraversare una vita, o molte, è sufficiente per non avere alcun interesse all’arbitrio, e nemmeno ad affannarsi in cerca di una verità ufficiale.

Dalla storia non impareremo nulla. Ho passato la giovinezza a sentirmi rimproverare per questa affermazione, ad ascoltare lezioni e sermoni sulla necessità di conoscere la storia, per non ripetere gli errori più banali. Mai, nemmeno una volta sono riuscito a sfuggire alla sensazione di venire strumentalmente manipolato.

Ora posso permettermi il lusso di evitare il fastidio dell’adesione ad una credenza, ad un atto di fede nelle versioni convenzionali della storia. Posso accettare una profonda ignoranza delle trite e miserabili trattazioni di parte. Posso risparmiarmi l’istruzione scolastica.

Se fossi un buon raccontatore potrei annoiare meno raccontando la mia versione, ma nemmeno il mio impegno è sufficiente: occorre un modo speciale per usare le buone maniere del narratore in questo mondo intorno a me. Un modo che io non conosco abbastanza e che è necessario per avere l’imprimatur, probabilmente anche per avere l’attenzione popolare.

Non sono più interessato all’approvazione della gente, l’unica cosa che mi attrae è la singolare attenzione che i bambini prestano a qualunque racconto ben congegnato.

Ma loro sanno riconoscere le qualità del mito, dell’autentico c’era una volta che significa una volta per tutte, la risonanza archetipica della vicenda esemplare, che fa vibrare ciò che di veramente comune possediamo: la mente naturale.

24 ottobre 2004

Avere i bambini in casa, qui a Trieste dove siamo finalmente riusciti a passare un fine settimana dopo due mesi, e’ il naturale riempimento di uno spazio pulito, ordinato, eppure vivo e vibrante per ricostruire il quale ho impiegato l’intero anno passato.

In questa casa il loro delizioso caos ha una ricchezza di frequenze che non ha nulla a che vedere con il rumore, vagamente ottuso, di cui e’ pervasa, a volte, la casa di Spinea.

Tanto stare a sentirli e guardarli in queste stanze e’ piacevole, tanto il pensiero del loro soggiorno veneto, ormai davvero forzato, mi riempie di una sottile malinconia. Forse si tratta solo della dolorosa mortificazione di quella parte di me che desidera un maggiore potere, e che sta serenamente svanendo.

Greta si sente male nel pomeriggio, e senza di lei, che sale a dormire dopo essersi liberata forzatamente lo stomaco, il tono e’ differente. Questa bambina, cosi’ leggermente difficile, mi somiglia troppo per essere del tutto comprensibile da parte mia.

24 ottobre 2003

Tutta la mattina a riconsiderare la realizzazione della prima puntata di un programma ancora troppo mio per essere reale. Telefonate da Gabriele per correggere le comunicazioni a caldo, una uscita per impietosire qualche sponsor che non riesce ad andare a buon fine. I complimenti di due rispettabili senior per strada ed infine la visione della registrazione così come sta.

Per quanto io abbia avuto la netta impressione che si abiti una dimensione piuttosto impegnativa perché nuova, il mio tono, la mia faccia, e la faccia dei miei ospiti, mi ricordano chiaramente “venerdì”. Non così la regia, e la presenza dei musicisti muta in maniera piuttosto sotanziale, ma credo che le novità abbiano ancora un bel po’ di strada da fare.

24 ottobre 2002

Accept nothing less than what is right.RF

Una profondamente insolita giornata di silenzio, in cui le chiavi del mutamento sono di nuovo nelle serrature, almeno due su tre. Una giornata in cui ho usato il fiume di energia della settimana scorsa per calmarmi e concentrarmi. Le visioni sono travolgenti, come se una preparazione durata anni prendesse corpo e forma, proprio mentre sto scrivendo queste note.

La poesia della rete e il futuro della conoscenza, la profonda necessità di coltivare i giusti modi della comunicazione, dell’intuizione, della visione e altre urgenti materie da sistemare, realizzare e correggere nella strategia industriale della produzione, dei trasporti, dell’uso e del consumo. Queste sono gli argomenti su cui speculare nelle prossime settimane.

Ma domani Ajra ci attende e probabilmente regole del tutto differenti emergeranno.