giovedì, 19 ottobre 2006

Then a soldier,
Full of strange oaths, and bearded like the pard,
jealous in honour, sudden and quirk in quarrel,
seeking the bubble reputation
even in the cannon’s mouth.

Su poche cose si può contare, riguardo la natura umana, come sul suo desiderio di morte. Non solo di quella altrui, che viene considerata vita per sè, ma anche della propria. Chissà, forse è solo abrogazione della responsabilità, come sempre, ma ci sono anche altre possibilità se si volesse spiegare e capire: gli uomini provano un brivido speciale di fronte alla morte fisica.

La guerra è il sistema meglio organizzato per darsi alla morte conservando una specie di rispettabilità sociale. Credo che molti giovani, in passato, abbiamo inteso l’arruolamento volontario in questo modo. Una morte onorevole, sul campo di battaglia dei diritti dell’uomo, una morte che non potesse essere indice di scarsa vitalità, questo probabilmente si desidera.

Non così nei conflitti moderni. Ci riesce difficile immaginare volontari spinti da scopi diversi da quelli mercenari. Ed è una guerra senza onore la guerra televisiva. Una grande modalità per compiere un’esistenza si è probabilmente dissolta. Rimane il fatto che uomini, donne, giovani desiderano la morte. Come se ci fosse una speranza aldilà di quella vitale.

L’opposizione, la tensione fra Eros e Thanatos però, rimane l’essenza della vita umana, e così come non si deve parlare della morte nemmeno si deve parlare della vita, del formidabile impulso vitale. Le questioni erotiche vanno liquidate come letterarie, giovanilistiche, quando non scivolano nel rimprovero sociale. Della morte degli altri in realtà non vogliamo più sapere nulla, nemmeno dei nostri parenti. Altrettanto, probabilmente, non vogliamo sapere nulla delle loro vere vite.

19 ottobre 2004

Irritation. In time we see that we are the person who irritates us: we are the same person. Then, increasingly irritation has a lesser hold on us. There is a tendency to hold onto our irritation and our negativity: it makes us feel alive! To be free of this is a considerable freedom. Speaking generally, if a person is in a way of discipline, of having a personal practice, this freedom may be acquired in 12-14 years, if practised seriously.

La sera insieme a Maria Desanta, una donna che sembra molto attratta da quello che le suggerisco di essere: sono molte le condizioni familiari che si riproducono mentre attraversiamo strade per lo piu’ deserte e che hanno smesso di essermi familiari, come se avessi ancora una volta l’opportunita’ di guardarmi negli occhi di una donna che mi riconosce meglio di quanto possa fare io stesso.

La sua apertura ed il suo lasciarsi essere molto diretta sono oggetti preziosi per la mia stanca visuale, come se la luce che emette senza sforzo togliesse velocemente molta polvere dallo spazio che ho intorno quando esco di casa. Ascoltarla ha un senso compiuto, perche’ sta parlando proprio con me, che mi lascio andare troppo facilmente a pensare male di mestesso.

19 ottobre 2003

Commentary within a group, in obvious contradiction to the expressed will of the people, carries little weight. Silence, restraint, presence are powerful and tangible. In time, they make their own argument. In the short term, volubility, activity, motion may well carry the day.

Le nostre domeniche, in questa famiglia che sento mia nonostante tutte le avversità, sono un momento di leggera sofferenza, in cui la nostra impotenza, la nostra crescente povertà forse ci schiaccia un po’. Normalmente la mia posizione è piuttosto lucida, ferma grata, ma di domenica, mentre osservo questi bambini che non possono uscire perché non ci possiamo permettere un weekend, e forse nemmeno un ristorante, mi sento appena un po’ troppo povero. E così guardo la TV.

19 ottobre 2002

Svegli presto perché Greta è entusiasta della stanza in cui alzati dal letto si può camminare via.

Pomeriggio di familiare visita al QG, ma il protagonista del seminario di oggi (Matthew Garrison) non mi riguarda molto: capace di intrattenere i partecipanti, e questo è sufficiente, ma non me. Molto meglio che mi occupo di Enrico Fragiacomo la cui conversazione è una consolazione eguagliata solo da Gabriele in questo anno che vedo andarsene. Continuiamo a tentare di chiarire quello che potrebbe, dovrebbe, vorremmo fosse una buona parte del nostro futuro. Transizioni, transizioni.