mercoledì, 18 ottobre 2006

And then the lover,
Sighing like furnace, with a woeful ballad
Made to his mistress’ eyebrow.

La dedizione all’oggetto dei nostri desideri sessuali: se potessimo contare il tempo che nella nostra vita è stato dedicato a questo, avremmo una prospettiva più accurata del tempo. Pare che lo scopo dei nostri anni più creativi sia questo, non è difficile affermare, una volta per tutte, che viviamo solo per questo. Tutto il resto è preparazione e meditazione.

La coppia sessuale è la vera rappresentazione della vita umana realizzata, nei suoi limiti e nel suo massimo splendore. Ogni visione chiara, ogni forma di comunicazione: cibo, edifici, utilities e commodities, tutto è preparazione per quel momento eterno in cui la coppia, di cui siamo necessariamente parte, assume una consistenza del tutto metafisica nell’equilibrio cosmico.

Sopportiamo lunghi anni di noia, di disillusione, di povertà, di confusione, con la sola speranza di tornare a quel momento d’Amore che non possiamo misurare con l’orologio. La caratteristica essenziale del senso della vita infatti è che risiede al di fuori dello spazio e del tempo. Se fossimo in grado di cogliere il momento metafisico ogni lamento si estinguerebbe, tranne quello riferito alla perdita del momento stesso.

Il discorso umano infatti ha solo due argomenti: il giubilo per la conquista (e l’eventuale riconquista) del momento d’Unione, e il lamento per la disperazione di non poterlo raggiungere. Nella mia (limitata) esperienza tutto il resto è menzogna, miseria, vanità, oppure, sublime escamotage, è Metafora. Il Vino di Omar Kayyam, Il suono del flauto di Jal-al-addin Rumi, l’Aura di Petrarca. Il sentimento è la Gioia, oppure l’indefinita Nostalgia.

18 ottobre 2004

The performance process acquires a life of its own only if certain things happen at particular points in that process. The beginning is dependent upon (us): that is our responsibility. We can set things moving in the “right” direction.

Part of this is how the group links together & walks on stage. Part of this is an invocation of the Muse, which falls to one of the group to act on its behalf (whether this is articulated or assumed privately & individually). Part of this is attention to the quality of the first note.

Then, we have to let go of that planning, direction & control so the performance is given room to acquire a life of its own. Otherwise the (performance) is destined to be a form of living death (“extreme” professionalism, as in some cabaret) where there is no room for organic development.

For the (performance) to take on its own life, the audience must necessarily come to life in its own way. This is not good news for the “consumer rights” part of the innocent audience which wants what it wants in the way that it wants it when & how it wants it – because it has bought a ticket! If audient contribution goes no farther than this, the show will die on its feet. Or, at best, fall asleep. In a qualitative sense, the show moves forward sequentially in time but in its process unravels & unwinds “backwards”.

My personal question: did I fail to be present to what was necessary?

other potentially disruptive influences to surface: when the show’s “protective shield” falls away, or doesn’t come into play, basement behaviour is able to surface. So, with the band aiming to pull the overall show towards a completion through a series of encores (a mini-process at the end of the larger process, a mini-show with the potential to complete both processes enfolded within each other) off went the flash. An arrow fired straight to the guitarist’s heart took him out of that mini-process (let’s note: “punishment” is not involved here, although tragedy is).

18 ottobre 2003

Power is the capacity to access what is possible.

18 ottobre 2002

Si parte per Trieste oggi, sono da solo con la bimbetta tutta la mattina e ci svegliamo serenamente insieme alle 9.

I miei pensieri sul vedere ancora Adriano Clera, passare il tempo ad ascoltare ancora stupidaggini su dischetti oscuri per appassionati alienati o ad analizzare chitarre ed altri dispositivi di cartone: non mi sorride affatto l’idea di cercare giustificazioni per farlo, mi chiedo solo per quanto tempo queste storie sono andate avanti?

Il pomeriggio quindi Stefanina rientra e con grande calma partiamo. Arrivati ci troviamo immersi nel secchissimo, anche se relativamente, clima della città, e tutti reagiamo con varie irritazioni.

Lasciare che Stefania si misuri con questo cambio di clima, e di umore subito dopo, fa parte di una strategia atta a scoprire se si può pensare ad una futura residenza qui in città che non ci lasci troppo a lungo senza fiato. Ma misurarci con il dolore e la tristezza sulle facce dei locali è difficilissimo, specie se mi ricordo che chiamo questo posto casa.