sabato, 14 ottobre 2006

Adesso che la mia vita è finita, adesso che nessuno mi cerca più per chiedermi di completare un’opera, adesso che ogni tentativo di rendermi parte del consorzio sociale moderno è fallito, adesso si che, finalmente, davvero è tempo di parlare.

Non posso immaginare un motivo solo perchè la mia presenza, fuori da questa stanza, possa essere utile, sostenibile, nemmeno accettabile.

Nessun processo può considerarsi completo senza la confessione pubblica dell’accusato, il processo può solo essere finito, e la quantità di stupidi che si accaniscono definisce, appunto, l’onore dell’accusato.

Ma l’essere stato abbandonato, espulso dal circolo di connessione, questo si che rende davvero onore al mio essere umano. Un essere fondato sulla necessità, sulla sufficienza e perciò definitivamente, profondamente e utilmente reale.

Adesso che la mia vita è completa, matura e consapevole, adesso, posso tacere.

14 ottobre 2004

Piuttosto strana la sensazione che provo quando qualcuno nemmeno mi saluta. Qualcosa di profondo si muove dentro di me, e ricordi sbiaditi di una autonomia che so di aver avuto. Non e’ affato un dolore, e anzi c’e’ un certo gusto nell’osservare i processi, ma un lieve imbarazzo sul quale passo l’intera mattinata ad investigare.

Oggi e’ stato davvero palese quanto il punto di vista di Sandro Guerra, frammentato e inconsistente, non mi puo’ essere utile in nessun modo. Un meraviglioso pomeriggio di efficienza in una giornata cosi’ grigia da fare categoria a se’. Sembra che questa cappa davvero oscura non voglia lasciare la regione. E mi domando quanto grande sia in realta’ la regione in questo stato.

14 ottobre 2003

Pessima telefonata a Maurizio Pelos che si rimangia le espressioni e nega ogni disponibilità di denaro. Ancora più pessima telefonata da Donata che non ha fatto un passo, né mosso un pensiero, per venirmi incontro. Data la scarsissima qualità dimostrata nei confronti di chiunque, me compreso, il programma potrebbe chiudersi qui. Non sono sufficienti due elementi soltanto, figuriamoci uno.

The sacred that is present within the act of poetry, alongside the humour, pathos, excitement & sexuality, is put outside the event by any Mr. Clueless and his family of kinship & affinity. This Mr. Clueless demands that the creative event is bound by laws of commerce: I pay with my hard-earned money so I have rights – the right to act like a jerk and to behave in any way I want. This is The Right Of The Clueless.

14 ottobre 2002

Giorno di partenza e ci svegliamo in modo ancora diverso, come quando facevamo le cose insieme, come quando vivere insieme era normale. Comunque si esce insieme per il caffè, facciamo programmi per la settimana ventura e si parte, sotto il sole, in mezzo ai camion.

Il resto della giornata è molto faticoso per la bimba per la quale il cambiamento di spazio, di clima e di ambiente si mostra in tutta la sua drammaticità. Anche per me la partenza di Stefania è estremamente defatigante, e mi sento un po’ abbandonato, un altro sentimento che fino a che vivo solo con me stesso non provo affatto.

Ho anche voglia di scherzare comunque e così provo a digitare i miei sentimenti su questa tastiera, il resto del pomeriggio a selezionare i pezzi dell’intervista con Philip Catherine, insieme ai suoi solo durante il concerto con la Europlane orchestra, che come al solito a riascoltare le registrazioni sembra molto più brillante e coesa, a dimostrare ancora che le mie serate spese ai concerti non sono il meglio che riesco ad immaginare per la mia vita.

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