GIOVEDÌ, 05 OTTOBRE 2006

Mi serve la connessione tra Competenza e Competizione, tra Emergenza ed Emozione, tra Diritto e Rovescio, tra Economia ed Ecologia, tra Etica ed Etologia, tra Politica e Polemica, tra Eros e Thanatos.

5 ottobre 2004

La mia incapacita’ storica di avvertire il movimento del mondo quotidiano intorno a me ha raggiunto vertici inauditi in questo mese di sospensione dagli impegni, chiedo perdono a mestesso, alla mia patologica mancanza di memoria per la assenza di riferimenti tecnici in questa pagina, nella precedente e nella successiva. Sono sull’orlo di una crisi di nervi ma nei prossimi giorni riprendero’ anche quella che e’ la funzione essenziale di questo giornale: descrivere la mia vita attuale a me stesso.

How, and what, may we deliver into a mostly deaf but undeniably needy world?

And a world that, often for the best of motives, strives to keep out this music, or kill it while being delivered.

Il principale motivo della enorme dispersione di forze in questi giorni e’ dovuto alla separazione, affettiva ed effettiva, dai miei insegnanti e compagni di lavoro. La condizione, peraltro necessaria, in cui mi trovo mentre dolorosamente tento ancora di estendere e precisare queste note, e’ il fattore determinante nella rottura del guscio in cui ho passato questi tre anni di profonda mutazione. Ora, mentre faticosamente mi appresto a registrare le condizioni in cui si trova il mondo cui sento di non appartenere piu’, preparero’ il mio ridefinito e ancora confuso sistema di valore alla abitazione di un mondo di cui non so, semplicemente, nulla.

5 ottobre 2003

Forse si tratta di una speciale malattia, che sta emergendo in questi tempi obliqui, forse è solo la mia consapevolezza che si sta chiudendo, in questi tempi obliqui. Forse si tratta solo che vedo il mondo come è sempre stato, ma sono rimasto chiuso dentro da questi tempi obliqui. Forse davvero niente sarà mai più com’era, nemmeno questi tempi obliqui. Ma le limitazioni che avverto venire dalla mia condizione (di salute mentale, fisica, emotiva?) sono schiaccianti.

Una notte splendente ci attende, e forse riusciremo anche a dormire se i bambini non continuano a svegliarsi, a turno oppure insieme ma sempre sincronizzati, all’una e mezza, alle due e mezza, alle tre e mezza ecc.

5 ottobre 2002

Partiamo presto per accompagnare l’orsetta a Meolo, per scoprire che non sento più molte connessioni con il luogo. Pure questo piccolo paese aveva in qualche modo raccolto un po’ della mia energia quando sono stato scacciato da Trieste. Per suggerirmi, e ne avevo molto bisogno, che essere profughi e senza terra non è una buona condizione per comportarsi con sufficienza. Una lezione che nella mia famiglia non è mai stata ben compresa.

Mia madre mi ha molto recentemente mostrato una fotografia ripresa alla fine dell’estate del 1952 e di cui lei stessa non possedeva nessuna copia. Zia Maria l’aveva custodita e suo figlio Walter l’ha generosamente restaurata e molto più gentilmente regalata: mio padre non aveva più di diciannove anni, seduto sull’erba con mia mamma in una rara espressione sorridente. Non sembrano aver capito ancora che quella che avevano chiamato la loro casa, i loro stessi cari nei paesi in cui erano cresciuti, stavano per dover essere abbandonati e, in fondo, perduti per sempre. Io sono quello che sono, la mia famiglia è stata quello che è stata ed io non ho rimpianti né rimproveri per nessuno, ma le cose incredibili che continuano a succedermi non sono nuove e sento di averle già conosciute prima che la mia coscienza riordini il mondo come vorrei che fosse.

Nonostante la gita ed un piccolo giro aggiuntivo in macchina fino a Treviso, non riusciamo nemmeno a trovare un posto in cui possiamo, oppure semplicemente ci va di, mangiare.