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MARTEDÌ, 19 SETTEMBRE 2006

pragmatico: perchè questa parola mi lascia senza fiato?

19 settembre 2004

Il sentire avvicinare la fine di questa vita mi procura una curiosa lucidita’: la luce radente del tramonto sul tappeto rosso mi procura una dolcissima calma. Di che cos’altro potrei avere bisogno? I bambini sono tranquilli oggi, ma stiamo ciascuno un bel po’ per conto suo, mentre nessuno mi pare senta piu’ di tanto la necessita’ di uscire.

Quando andiamo a Mirano per vedere un po’ di gente cio’ che mi assale e’ il solito sentimento di repulsione, che rende molto poco gradevole quel che altrimenti sarebbe un bel momento, la massa contiene in se’ qualcosa di estremamente maligno, di cui non so capacitarmi.

Ma le facce dei nostri vicini di tavolo ai Molini sono inquietanti ed esprimono troppo bene la qualita’ delle mie ragioni, delle quali farei volentieri a meno. Comunque i bambini non si trovano bene nei ristoranti e ce ne andiamo in fretta, mentre aspetto l’aereo di Toni che torna da Parigi per accompagnarla a Trieste.

“Oh, thanks – things are corrupt, avaricious, lying is common currency, but deceit by stealth is of greater concern. How are you?”.

19 settembre 2003

“How are things?” when facing a slow and painful death in the family. “Well, actually they’re appalling. The pain is chronic, rarely relieved, and everyone close is suffering terribly. Oh, and the moans of agony are quite distressing”.

Tutta la mattina al quartier generale, e mi piacerebbe avere uno straccio di autorità. Amene progressioni insieme a Gabriele ma il punto rimane il lavoro di altri: dipendiamo dall’orchestra e speriamo tutti che essa sappia risuonare meglio di quanto i suoi componenti sanno comunicare.

Deliziosi incontri, in questa dimensione gli incontri sono continui, con molti personaggi differenti, le proposte che riceviamo stimolano se non altro altre proposte possibili per noi.

A discipline that does not lead to a compassionate practice may be said to have failed.

19 settembre 2002

We hear what we believe we are hearing.

We see what we believe we are seeing.

Senza posa attraverso il Quartier Generale a cercare l’orientamento. È contemporaneo il rapido sviluppo delle condizioni energetiche e magnetiche, all’interno della Casa. al cedimento delle risorse personali di Gabriele.

Sono un po’ turbato dai suoi turbamenti, e dalle sciocchezze di cui si fa carico Fulvio Zafret, e la sua indisponibilità, a causa del seminario di Philip Catherine cui Gabriele deve fornire un accompagnamento insieme all’orchestra residente, mi lascia perplesso: riaffiora una relazione molto simile a quella con Angelo, devo assolutamente comprendere la meccanica della mia reazione emotiva a tutto questo, non posso accettare la mia parte di responsabilità come un dato. Chiarirò in fretta.

Serata emblematica con un musicista di una altra epoca, e di un altro mondo, che porta una ventata di autenticità, nell’asfittico sistema musicale locale. Non c’è nessun bisogno che io prenda ancora una volta le distanza dagli insegnanti di musica, essi sono distanti da qualsiasi cosa.