LUNEDÌ, 18 SETTEMBRE 2006

Una delle cose molto importanti, che sfuggono anche in questi tempi di scomposta competizione globale, è che esistono false economie, modi cioè che non corrispondono alla produzione economica reale, che semplicemente considerano la menzogna come parte del processo.

La questione più semplice è quella del prezzo, ridotto il quale non viene garantito affatto un prodotto degno della domanda. semplicemente la riduzione del prezzo commerciale di un oggetto o di un servizio non può essere ridotta affatto, senza che lo stesso prodotto o servizio cessi di essere quello chiesto.

Quello che mi importa però, aldilà della meditazione etica importante e notevole, è che una teoria economica come questa non può non essere una considerazione politica, e che l’esperienza diciamo così, estetica, dello scambio può essere profondamente deleteria.

Tanto per parlare chiaro, intendo i motivi per cui vale la pena vivere o se volete, di quelli per cui vale la pena uscire di casa: La nostra esperienza estetica del mondo, quella principale che prevede la percezione di un sistema consistente intorno a noi, fuori dalla nostra casa, determina l’intero nostro modo di pensare.

A partire da quello che indossiamo, a seguire qualunque cosa mangiamo, e beviamo, nel nostro soggiorno nel mondo, sono immensamente importanti.

Almeno quanto la esperienza di una passeggiata in una valle alpina, in cui gli elementi sono direttamente sperimentabili, e quella attraverso una via del centro della nostra città producono probabilmente risultati diversi non solo sul nostro umore, ma su quella che definiamo, con una certa sicurezza, la nostra filosofia di vita.

La meccanicità con cui siamo abituati ad attraversare tutta una serie di luoghi convenzionali della nostra vita non aiuta: sono abituato a parlare di vino piuttosto che di musica, così come altri parlano di automobili o di aperitivi e la definizione di una persona che conosco poco accelera facilmente osservando la sua relazione con il vino.

Ma la qualità delle sue scarpe per esempio, che generalmente ha poco a che vedere con il budget a sua disposizione, dice molto più delle sue parole.

Unto This Last and Other Writings by John Ruskin

18 settembre 2004

E’ abbastanza ovvio come questo asilo non abbia molto per cui distinguersi da qualunque altro: tutto il mondo dei bambini e’ in mano alla maestra.

Certo il fatto che il mondo a cui la maestra si riferisce sia fondato su principii e modi, anziche’ su norme e regolamenti fa tutta la differenza del mondo ma per i bambini nella loro ritmicita’ intrinseca forse questo non ha una grandissima importanza.

Mi sembra che tutto si svolga in un altro mondo. Torniamo a casa presto oggi, perche’ sento la mancanza di Ferro, e tento, con un certo successo di passare l’intera giornata insieme ai miei due favolosi bimbi piccoli.

You want a creative life? Move on.

18 settembre 2003

Understanding deals in wholes.

Knowing, feeling & doing are in themselves only partial experiences of a whole event.

Understanding is more a way of relating to what is already known, than knowing “more” about the subject / object. The distinction is qualitative, not quantitative.

Understanding addresses the unity of the subject / object.

Incontro importante stasera, invitato da Gianni a raccogliere le istanze che possono venire dalle scuole di shiatsu, mi sono presentato come facilitatore e consulente di comunicazione, una specie di sciocchezza alla quale mi sono lasciato andare.

Eccetto che dopo una mezzoretta di opinioni a confronto, ed esattamente come era successo a Udine l’anno scorso, mi sono reso conto che era esattamente di questa funzione che molti hanno bisogno.

Incoraggiato da molti dei presenti ho quindi tirato un po’ le fila, un po’ come un assistente di studio, e non ho certo preteso di dirigere alcunchè.

18 settembre 2002

Una gran luce nelle prime ore del mattino, dalla quale discende una giornata chiara ed esplicita. Nel mutevole avvicendarsi di questa nuova stagione una sosta serena e forte. La visione questa mattina è stata sulla parziale inaffidabilità delle percezioni derivate dai colloqui con Bernes, e forse con Gabriele stesso.

Non certo in senso personale, intendiamoci, ma proprio perché nessuna delle persone che crede davvero che sia sufficiente lo scatto di qualche coincidenza perché i progetti confusi siano realizzati, non fa sufficientemente i conti con la Grande Mutazione.

Il Grande Insegnamento che si trova dietro le coltri della confusa situazione che vediamo non potrà che alterare le decisioni prese. Intanto sarebbe buona cosa prepararsi. Che stamattina sia cominciato un nuovo processo di preparazione, infatti, è fuori di dubbio.