MARTEDÌ, 12 SETTEMBRE 2006

Ciò di cui abbiamo bisogno per vivere, tra le altre cose, e dove per vivere intendo partecipare all’unità infinita, è la nozione, l’aspirazione e l’esperienza di una mente naturale. Vent’anni fa avrei auspicato una esperienza metafisica, quarant’anni fa mi sarei raccomandato lo studio delle Tradizioni, oggi mi godo il Vuoto.

Qualunque, e lo sottolineo, aderenza concreta alle “cose come stanno” è una scelta “politica” convenzionale. Non che io biasimi più di tanto un imbecille che crede che le “cose stanno così” ma faccio molta fatica a comprendere la resa della potenzialità umana ad un modo di esistenza così miserabile.

Ciascuno ha le resposabilità che può avere, ma la ricognizione di queste responsabilità dovrebbe essere continua. Nientè è più comprensibile dell’ignoranza, essendo nessuno di noi escluso, ma niente è meno comprensibile dell’accettazione dell’ignoranza come inevitabile.

Credere che il mondo sia uno, “dato incontrovertibile”, è sintomo dell’imbecillità somma. Eppure di recente mi è stato rimarcato che non c’è alternativa al “nostro” mondo. Se mai ho avuto una capacità personale è stata quella di sapermi muovere in mondi diversi.

Dei molti difetti che ho, probabilmente il principale è la fiducia nella possibilità di portare le qualità peculiari di un mondo in un altro, una specie di contrabbando umanitario. Ma ho sbagliato, forse solo tempi e metodi o forse proprio in termini di principio, e ho molto duramente pagato. La mia eccessiva disponibilità mi ha reso troppo vulnerabile e, naturalmente, sono stato duramente colpito.

12 settembre 2004

heartbreak

frustration

disappointment

righteous anger

violation

a sense of failure

a sense of impotence.

a sense of futility.

La profonda disillusione di questi mesi, che hanno visto crollare anche l’ultimo dei miei sistemi di protezione, la lancinante sensazione della mia inutilita’ per le persone che ho intorno, e che ha reso irrisori i miei sensi di impotenza precedenti, contiene una speranza del tutto inedita: che anche l’ultima delle mie false personalita’ sia definitivamente svanita.

12 settembre 2003

The point is that our presence, in any context, has affect. In any activity, simply being present & being who-we-are, changes the character of the activity.

Questa casa possiede una sua peculiare capacita’ di accoglienza, che dipende direttamente dal mio impegno a curarmene. Detto questo rimane un luogo molto difficile dal quale scapperei senza pensieri non fosse l’unico luogo in cui riusciamo ad apparire una famiglia compatta. Le cose che sono pronto a fare per questi bambini, e per questa donna, sono le cose che so fare. Non e’ una sfida, e non e’ una provocazione. Non ci sarebbe tutta questa pace altrimenti, ne ho abbastanza di inferni.

12 settembre 2002

Di nuovo uno splendente, ricco e nutriente esercizio, di prima mattina. Ordine, ordine, ordine, la mattina intera a svuotare la cameretta del mio povero primogenito, abbandonata a sé stessa nelle mani di un incurante post-adolescente da troppo tempo. Qui la mia impresa di pulizia radicale viene messa in ginocchio, ed in questa posizione la mia impresa continua.

Un piacevole caffè con una donna che ho amato molto, che amo molto e che non abbandonerò mai, ma che scappa ad una certa distanza anche quando non è occupata.
Visita pomeridiana, fino a cena, al mio QG nella città bassa, un certo piacere diffuso ma anche un gran senso di precarietà, la inaugurazione ufficiale ancora non è in vista, Gabriele ed io parliamo amabilmente di progetti, stato delle cose e denaro. Mi sento scrutato dagli altri membri dell’equipaggio ma proprio niente di male. Moreno è molto collaborativo e gliene sono estremamente grato