VENERDÌ, 01 SETTEMBRE 2006

La faccia è una maschera

Personae, dal latino: ciò attraverso cui la voce è prodotta. Una maschera di terracotta, con un invaso per l’amplificazione della voce, che gli attori usavano nelle diverse configurazioni tragiche e comiche. La persona è la veste di un personaggio, un simbolo, un archetipo, una strategia quindi, ben differente da quello che noi consideriamo la personalità, la posizione, il ruolo sociale, economico, politico.

L’attore che indossa una maschera rinuncia a sè, a quello che crede di essere, per incarnare un modello, una struttura riconosciuta. La consapevolezza perfetta di tutto ciò mi pare in sè sufficiente, tanto da permettere l’esercizio dell’arte e quindi il normale apprendistato umano. Purchè il personaggio non sia artificiosamente ed arbitrariamente scelto. Purchè l’attore non confonda sè con la persona.

Nel mondo, in pubblico, così vanno le cose, senza particolari sofferenze necessarie, senza che l’ordine muti più di tanto. Ma nella vita reale, nel mondo reale, ciò che siamo davvero è meno facilmente conoscibile, ciò che possiamo riconoscere come noi stessi è mutevole, e grandemente instabile. Il quesito riguarda ciò che non muta, che non dipende da una particolare configurazione.

1 settembre 2004

Function: what we do;

Being: how “well” we do it;

Will: whether we’re going to do it, or not.

Una settimana, forse un mese, interamente dedicato alla memoria, alla ricostruzione intelligente della mia natura, della mia forma e della mia funzione. In una dimensione ostile solo finche’ resisto, in un ambiente alieno solo finche’ lo fisso.

1 settembre 2003

I motivi suggeriti per tenere un diario:

1. Ricapitolazione: “digeriamo” la nostra esperienza;

2. Distacco: Un osservatore imparziale sta proprio dietro a noi, osservando come, cosa e perché facciamo quello che facciamo;

3. Un momento di presenza è esteso;

4. Un bastoncino appuntito per incoraggiare lo stato di all’erta.

Da oggi Stefania ricomincia ad essere presente in ufficio, ed io ad occuparmi di questi bambini che per la prima volta sono in due ad essere da soli con me. Ed entriamo di nuovo in un’altra dimensione.

1 settembre 2002

L’idea stessa, che in tutti questi anni ho elaborato della domenica, come fatto dell’esistenza in sé, determina lo svolgimento di questa giornata nel profondo, per me e per le persone che maggiormente tengono a me. Ogni singola volta che la domenica arriva, qualsiasi cosa io abbia deciso di intraprendere, qualunque sia la disposizione d’animo con cui mi avvicino a me stesso, alle mie necessità e debolezze, improvvisamente il mio lavoro si può interrompere, come da un impulso segreto, quasi impercettibile, e l’ineluttabile realtà si presenta: è domenica in tutto il mondo.

Rocco viene a trovarci di ritorno dalla montagna, un caffè in piazza e per la prima volta i nostri amici, Claudio e Gabriella in questo caso, vengono a sapere che c’è un nuovo orsetto in arrivo.

Some things protect themselves by being what they are.