GIOVEDÌ, 03 AGOSTO 2006

In questi giorni la definizione di cultura a casa mia ha avuto contributi inquietanti per quanto professionali e quindi discutibili. In particolare c’è nella aria una specie strana di cultura, legata ai libri e per definizione esclusiva.

Io credo che la cultura non è specifica di un dato linguaggio, non presuppone una adesione convenzionale banalmente eurocentrica o tecnologicamente speciale. Grazie a Dio la cultura è possibile ovunque ci siano Esseri Umani impegnati in una attività Umana.

I centri culturali quindi non sono poi così limitati (o noti). La cultura non è la ricerca, lo studio e la stesura di documenti. La cultura è una intensa, profonda connessione con il proprio ambiente, la cultura è la costruzione organica e intelligente di una rete linguistica.

Esiste un corpo Sapienzale che non è frutto solo della cultura, esistono dati ed informazioni in mutazione continua che forniscono elementi nuovi, riguardo la forma linguistica che culturalmente è il caso di usare. Esistono scienza e arte che sono parte integrante della cultura ma non sono necessariamente così tangibili da essere documenti e prove utili per una definizione.