Memory is a recording possibly built to last the wink of an eye

30 luglio 2004

Il giorno dei saluti, per Sandro Guerra che entra nel limbo della astensione dal lavoro, ma anche per l’intero centro, che definitivamente rilassato forse si risvegliera’ in un altro mondo. E’ forte anche oggi la sensazione di estraneita’, non solo dai miei vicini, ma anche da una struttura piu’ larga che lascia vedere ogni giorno di piu’ l’inconsistenza delle proprie maglie.

A casa a pranzo e poi mi infilo in un pomeriggio che quando non devo prendere il treno diventa improvvisamente molto lungo, ed in cui trovo il tempo per vedere libri, dischi, e mettere in ordine il mio sempre piu’ ripulito archivio. Una serena pausa tra questo spazio infernale che devo attraversare ogni giorno ed il paradiso della mia stanza privata, in cui le mie sottili armature risplendono intonse. Io vorrei abitare lo spazio in cui i miei figli abitano, esposto e difeso come loro, in un mondo che riesco a intravedere molto bene quando guardo i loro occhi.

La sera vado a prendere tutti in stazione, anche la sciocca donna bionda che si innervosisce ogni volta che arriva in questa citta’ e risplende della propria luce interiore solo dopo essere venuta un paio di volte tra le mie braccia. Una immensa benedizione, ed un prezzo da pagare.

30 luglio 2003

And here/there I am again: the only future I see is the construction of an interior architecture.

Le ore scivolano dolcemente in questo caldo rovente che oggi ha lasciato un po’ di spazio ad un vento celeste: Ferro ha compiuto sei mesi, il mio piccolissimo bambino è impegnato a stare seduto da solo, mentre il latte della mamma, la sua navicella e questo paesino sembrano non bastargli affatto. Lento mi avventuro sulle stradine di fianco al Terraglio, Martellago, Peseggia, Sambughè, fino a Treviso a comprare qualche disco per colmare i miei infiniti vuoti di memoria. Uno splendido documentario sul primo disco della Band, nel 1969. A parte Robertson sembrano tutte persone anziane, vecchissime, e proprio Robbie certifica una parte di questa realtà. I volti di un mondo, a tratti potente e solido, che non riesce ad essere presente per nessuno che possa poggiarci i piedi. Tempi difficili, forse gli ultimi.

30 luglio 2002

Una buona giornata, continuamente immerso nel lavoro fisico, dopo un buon inizio immerso nel contatto più pieno con la mia famiglia fantasma, sparsa in piccolissimi punti nel globo. Sento la presenza benevola e continua del supporto che da questi punti mi arriva e non so davvero cosa potrei augurarmi di meglio. La pulizia e la rimozione continuano, e la luce entra ovunque, sempre di più sempre meglio, fino al fondo del mio cuore, dopo che le finestre della mia mente si sono spalancate per un po’.