venerdì, 21 luglio 2006

ovunque, ma fuori dal mondo

gratitudine

Il punto non è affatto di cosa stiamo parlando, cosa stiamo facendo, cosa stiamo immaginando, ma come.

21 luglio 2004

Risveglio con le ossa rotte per il grande caldo e la mancanza d’aria ed una strana mattinata insieme a Stefania e ai bambini. Ho la sensazione di essere nel giusto insieme a loro e sento profondamente la possibilita’ di evolvere in un mondo che ci corrisponda di piu’: e’ li’, e’ potenziale e forse presto si cristallizzera’ in qualche cosa che riusciamo solo ad intuire anche se non a definire. In visita alla scuola Steineriana, a conoscere la futura maestra di Greta e anche il presidente del consiglio di amministrazione: interessante e promettente piu’ di quanto avrei detto anche se il mio livello di aspettativa e’ risibile come al solito. Una straordinaria immersione nella piu’ calde delle giornate estive e dopo aver mangiato qualcosa e messo a letto i bambini ce ne andiamo in ufficio, anche se per me e’ troppo tardi e per strada l’interesse svanisce. Un lungo pomeriggio insieme a Toni, a tentare di decifrare quale sia la mia relazione con lei, oggi.

21 luglio 2003

There are degrees of letting go: surrender & submission (however we might understand these words) are powerful forms of this, and aspects of service. This is where one lets go of all that one has ever wanted for oneself, trusting that benevolent direction is available to move us from where-we-are to the situation that is right & necessary for us to be. By releasing the hold of our personal demands, what we want for ourselves, we open a space where our proper future may present itself.

La precisa sensazione di correttezza, di inevitabilità e di equilibrio distingue questa mattinata di sospensione prima della mia ennesima partenza per Trieste. La torrida aria della scorsa domenica ha come spazzato ogni traccia delle malinconie passate. Continuo a perdere pezzi, la mia personalità per meglio dire continua a venir diminuita, e lasciarli andare ha un sapore senza precedenti: voglio vivere così, col sole in fronte. Il viso della donna vicino alla quale mi sveglio mi appare come il più desiderabile abbia mai atraversato la mia vita. Ma non ricordo affatto un’altra vita.

So, here I am once more. What am I doing here? What do I feel I am accomplishing? Is there anything of value in what I do?

21 luglio 2002

Ed eccola la pigra domenica che in qualche maniera diventa velocemente abituale, quando lascio che la mia meno equilibrata e personale inclinazione prenda completamente il sopravvento, quando abbandono i miei esercizi favoriti, quando mi sorprendo a mangiare ciò che non è mio, quando lascio andare una banale visione che ho di me stesso. Una buffa, un po’ sciocca giornata in cui nessuno ha capito quello che è successo.