lunedì, 10 luglio 2006

E’ davvero un sentimento confuso quello che provo lontano dall’Italia, come se la mia vita in questo paese fosse finita molto tempo fa.

In effetti sto in Italia per passare inosservato, per essere molto facilmente irreperibile, per evadere. Non ho mai pensato che ci sia qualcosa di male in questa mia strategia, tranne in quei rari casi in cui vengo guardato come un italiano, come adesso. La cosa è fuori luogo ma spiegarlo mi pare ancora più fuori luogo. Francamente credo che l’Italia non sia mai esistita, se non nei delirii di D’annunzio o del duce, e certamente non esiste più.

Quando incontro gli Italiani a Brooklyn incontro ancora (sapete, ho una certa età) persone che credono davvero che l’Italia sia quella di Balbo e di Carnera, quando parlo con i tedeschi a casa loro intravedo un luogo comune che non mi riguarda per nulla, e certo la questione a malapena mi fa sorridere. La cosa buffa, per me esiliato ed apolide, è che quando spiego che nemmeno l’italiano, se non la versione televisiva, esiste più. Eppure trovo sempre qualcuno che intende convertirmi, in perfetto italiano televisivo

Gli Italiani hanno codificato l’opera da Metropolitan, le mafie ed i fascismi, e li hanno fatti evolvere a loro piacimento. Il loro tipico e profondo disprezzo per la cultura illuministica e romantica me li rende sempre simpatici, ma tra di loro mi sento un anglosassone ottocentesco, incomprensibilmente distante. Chissà come sono riusciti ad occupare questa splendida terra ricca ed umiliata. Di certo non riusciranno a possederla ancora a lungo.

10 luglio 2004

Duramente messa alla prova, la nostra capacita’ organizzativa con i mostri che prendono sempre una direzione diversa uno dall’altro sembra reggere. Una escursione in piscina oltre confine che solleva gli entusiasmi di Vasco, per la prima volta esposto all’esperienza, e una certa soddisfazione anche in Greta. Il timore, simultaneo all’amore, che l’acqua suscita in questi bambini e’ sempre impressionante, l’ambiente alternativo piu’ semplice, il piu’ attraente ed il piu’ alieno rimane il piu’ vicino, ad un solo passo dalla norma. Come volare, ma di colpo manca il fiato, ed in piu’ in questo ambiente tecnologico ed ipercontrollato i sistemi di sicurezza igienica aggiungono un tocco di tossicita’ esclusivo ed oltremodo inappropriato. Una esperienza importante.

Rimane molto difficile muoversi, in macchina e a piedi, mangiare, bere, fare la spesa, quando i nostri soldi sono oggettivamente cosi’ pochi. La sera molto tardi intravedo Toni appena rientrata dalla sua settimana tantrica.

10 luglio 2003

Lavoro al catalogo delle canzoni risuonanti, che devono esserlo prima di tutto per me: quelle che sono state, sono e saranno, trait d’union per noi, il pubblico in sala e quello a casa. Incontro con la buffa Tiziana nel pomeriggio a Tele4: indicazioni sui nostri vuoti di visione, piuttosto utili e fruttuosi. A domani per l’incontro con la mia alter ego femmina.

Stefania è volonterosa e precisa. La donna che amo riappare dopo le tempeste. Usciamo per un giretto con i bambini in mezzo ad una vera folla, suonatori sparsi per le strade e negozi aperti alle 10 di sera. Inquietante.

10 luglio 2002

Quello che voglio, in un giorno così differente da quella che è stata la mia vita fino ad oggi, è riuscire a trasmettere, a passare, semplicemente a dire quanto amo queste donne splendenti che si prendono cura di me quando scivolo in mondi che non voglio, che non mi appartengono, ed ai quali non appartengo. Vorrei essere, appunto, capace di dire, di fare, di essere quello che sento.

Non c’è stato un giorno, questa settimana, in cui Toni non mi abbia chiamato. Non c’è stato un momento in cui abbia fatto sentire quanto piacere mi ha fatto, quanto io mi sia sentito capito ed amato. Spero di poter passare a Greta tutto quello che sento di avere. Questa bambina intanto mangia col cucchiaio e attraversa il corridoio da sola. Come farò a starle dietro?