mercoledì, 05 luglio 2006

Una buona definizione di O.I. dal mio vecchio amico Guido Baggi: La migliore possibile aderenza alla realtà .

Ora si tratta di stabilire una realtà di riferimento.

Insomma, io ho visto un tempo che non è questo tempo.

5 luglio 2004

Cosa succederebbe se io davvero parlassi di quelle che sono le mie vere percezioni, se davvero affrontassi insieme a qualcun altro la definizione di quello che vedo? Non si tratterebbe affatto piu’ di tesi negative o pessimismo cosmico, come viene normalmente inteso il mio paradigma esistenziale, ma molto piu’ probabilmente sarebbe terrore la parola da usare. La cosa buffa infatti e’ che io credo davvero che la mia versione sia davvero molto positiva, ottimistica infatti. Il mio intento consiste nel rendere il racconto ed i dettagli di cio’ che ho davanti agli occhi il piu’ possibile accettabile per le menti sconfortate e fragili che ho intorno. Questo avviene per un motivo molto semplice, di puro egoismo si tratta: non voglio avere intorno gente terrorizzata, e nemmeno un po’ spaventata. Cosi’ mi trovo in mezzo a disposizioni ostili, e la scelta che viene fatta e’ perseguire me piuttosto che salvare se’ stessi. E la cosa ancora piu’ buffa e’ che io comprendo, capisco, vedo la correttezza essenziale della situazione in cui mi trovo. La mia vera salvezza e’ completamente supportata ed e’ di amore che mi sento circondato, anche se solo individualmente.

5 luglio 2003

Sveglia prestissimo per accompagnare Toni alla stazione, in partenza per incontrare Daniel Odier, a Perugia. Dopo una settimana di vero tormento e molte insistenze, continuamente velate dal rifiuto di prendersi la responsabilità delle stesse, ripartiamo da Trieste. E non è affatto un piacere, anche se riportare i bambini a casa, accolti dai vicini come a Trieste non sembra essere possibile, è in piccola parte emozionante. Sono e rimango un ospite, e siamo lontani dal mutamento della mia condizione in qualcosa d’altro.

5 luglio 2002

Mi chiedo se sia corretto, nei confronti di Greta, prima ancora che di Stefania, della città, di me stesso, che io mi ripari dietro a Toni per essere, per così dire, garantito. Forse sto facendo così? Ho fatto vedere la casa della musica a Stefania, ho naturalmente incontrato Fulvio, anche se non Gabriele, e non gli ho presentato Stefania: Fulvio non è ancora un collega, ma cosa avrei fatto con Gabriele? Devo negare l’evidenza? Che stupidaggini.