martedì, 16 maggio 2006

Due gli argomenti da affrontare stamattina:

L’allungamento della vita di un corpo depresso

Comincio con l’analisi delle cause di depressione che abbiano un qualche significato rilevante per me:

1.La perdita della rilevanza sociale

2.La perdita di rilevanza in famiglia

3.La perdita delle competenze da sè stessi considerate primarie

4.La consapevolezza che il proprio lavoro, l’impegno di una vita è stato inutile, magari anche solo disprezzato

L’opposto dell’innovazione nella comunicazione d’impresa

Comincio con la definizione di un oggetto per me invisibile e vado a tentoni quindi:

1.La convenzione come strumento di offesa

2.Il mascheramento di oggetti triti con un apparenza nuova, nel senso di alla moda

3.La semplice compiacenza nei confronti del capo, o anche solo del cliente, che pure ragione qualche volta ce l’ha
Continuo con osservazioni di metodo, e anche di merito, quando non di modo:
Ma più tardi.

lunedì, 16 maggio 2005

Una nebbiosa mattinata in ufficio, mentre ascolto i colleghi esprimere quello che non voglio permettermi di pensare non imparo niente di nuovo. Ed il pomeriggio con i bambini a tentare di raccogliere tutto quello che mi fanno vedere basta appena a darmi una nozione qualunque del posto in cui mi trovo.

16 maggio 2004

La mia domenica familiare, in cui posso guardare da vicino le speciali inclinazioni dei bambini. Scopro di essere gia’ in presenza di una distinzione, tra la loro dimensione naturale, perfettamente apparente e vivace, e quella che invece forse si puo’ gia’ definire culturale, nel senso di adattamento all’ambiente.

E ci sono diversi aspetti che emergono all’evidenza, prima ma certamente non unica la mia improvvisa assenza dalle loro vite, che sono abbandonate ad un ambiente debole, sfuggente, privo di qualunque identita’ forte. Molta parte della sofferenza di Greta deriva da questo, dal suo essere illimitata nel fare quello che le pare, e dalla mancanza di buoni esempi, anche.

Non ho nulla da insegnare a nessuno, questo e’ certo, ed anzi mi limito ad imparare finalmente quelli che sono stati i miei errori anche con Rocco. Rimane un dolore continuo per il mio non essere all’altezza di quello che io definisco necessario, e forse nemmeno di quello che definisco sufficiente. Un dolore incessante.

16 maggio 2003

Missione a Merano, dove ci aspetta una nuova, inedita classe. Ammetto una certa aspettativa per questa che considero un’isola di speranza nel disfacimento del nordest.

La sosta a Roncegno, dopo qualche anno, e’ fruttuosa ed inaspettata, invece, per cui al posto del faticoso architettare piani d’azione troviamo fluidita’ e scorrevolezza. Un parco progettato e voluto con una certa cura, dove le energie sono abbastanza distribuite e vitali, per quanto abbandonate a se’ stesse.
Il pomeriggio in una cittadina sull’orlo dell’usuale nazismo che cosi’ tanto riesce ad inquietarmi, ma piacevole anche se gelida.

Al contrario il gruppo, che si trova a lavorare in un bellissimo posto ha l’aria piu’ sana e solida che abbia mai potuto godere in un gruppo di questa materia. Cena di ottima consistenza ed ospitalita’ da parte di un gruppo di persone insolite e molto gradevoli, che pero’ non partecipano al lavoro, Sepp ed Angelica, insieme a Christiana ed Alex. La notte a casa di una diversa Angelica, da Monaco, che scopriro’ solo la mattina dopo.

16 maggio 2002

Il lusso più profondo, completo, auspicabile, denso di felicità, di speranza, di calore: la mia vita con questa bambina prodigiosa, e con la sua mamma. È, forse, difficile spiegarsi come si sia svolto, davanti a tutti noi, l’intero progresso ma nel suo splendore resterà difficile da ricostruire. Non ho mai pensato che sia facile, per i bambini, venire al mondo, e non ho mai nemmeno saputo pensare a quanto necessario sia.

Tutto quello che riesco a vedere, ogni volta che un bambino nasce, è la sfolgorante vitalità che riempie chiunque sia nelle vicinanze, qualcosa che ha molto a vedere con la meccanica profonda dell’esistenza umana fisica, qualcosa che ci obbliga ad intendere in modo profondo, la natura dell’incarnazione. Viceversa, a volte, ho sentito più chiaramente che la mutazione energetica ha molto semplicemente a vedere con l’identità, con la comunità forse. È come se i nuovi bambini, spesso molto simili spiritualmente ai vecchi che abbiamo perduto, fossero soltanto nuove case, nuovi mezzi di trasporto per antiche anime.

Ma certamente c’è qualcosa di più, a volte è palese che l’incarnazione è un mezzo di trasformazione di essenze magari più angeliche ma meno potenti. Gli esseri umani, in fondo, sono i più potenti, i più precisi e veloci, i più radicalmente esatti meccanismi di attuazione delle leggi cosmiche, e la loro azione si svolge a molto, molti più livelli di quanto spesso ci piacerebbe credere.

Robert Fripp compie 56 anni oggi, possa io onorare l’uomo che tanto mi ha fatto vedere, in pensieri, opere e azioni.