giovedì, 11 maggio 2006

Un ossimoro quotidiano, la derivata potenziale dell’ottimo: l’ottimismo. Come dire che il marxismo centra qualcosa con Marx, o l’islamismo con l’Islam. Forse è necessaria una esperienza meno grottesca da parte di chi si sente parte costitutiva del mondo. Forse è necessaria una passione meno distaccata da parte mia, che fornisco solo ironia perlopiù irrisoria.

Dobbiamo difenderci: Vorrei trovare qualcosa di buono in questi astuti giovani aspiranti manager che incontro nel corridoio. ma non ci riesco affatto. mi vengono in mente i ragazzotti, ora famosi, che incontravo a Venezia quando erano giovanissimi.

Prima che si dedicassero serenamente all’abuso di droghe, come usava allora tra i giovani figli di ricchi che non avevano , e potrei giurare non hanno, idea di come procurarsi da vivere.

Queste miserabili figure ben vestite e ben formate mi riempiono di sconforto per il futuro della nostra vita. i loro rimproveri, viceversa, riguardano i rinunciatari che stanno facendo a pezzi il loro mondo industriale ed imprenditoriale. sarei felice di essere visto in questo modo.

Dobbiamo difenderci: Sono vagamente inquietato dall’incapacità dei nuovi direttori di organizzare una qualunque struttura di comunicazione integrata.

Vedo due grosse lacune nella loro preparazione: la prima riguarda la capacità tecnica di informarsi a vicenda, proprio nessuno ha mai mostrato loro la convenienza nel farlo.

La seconda riguarda invece la competizione come modo di vita. sono talmente convinti che non ci sia altro, che organizzano competizioni occulte all’interno della propria squadra, per prendere uno il posto dell’altro. organizzati insieme per perdere. Se tutto ci va bene.

11 maggio 2004

Secondo giorno da solo con i bambini, a ricordare sommessamente il momento in cui siamo stati da soli con loro ogni giorno. Ma non c’e’ nessuna ripetizione: il loro viso, ed il mio modo di sentirlo, sono profondamente nuovi. A volte mi chiedo se la mia memoria sia davvero cosi’ difettosa, o se non si tratti piuttosto di autentiche mutazioni profonde.

Se non ci fossero i bambini il senso della continuita’ sarebbe spazzato via e potremmo pensare di essere come siamo sempre stati, come quando lasciavo scivolare interi pomeriggi nella considerazione, necessaria ma imprecisa, dell’opportunita’ di cambiare ottica e dispositivi linguistici. Adesso sembra solo difficile da contenere, questa opportunita’.

La soluzione che emerge ha spesso lati penetrabili per una migliore, nel senso di maggiormente comunicabile, comprensione della direzione in cui la ricerca si svolge.

Ed e’ in questo luogo che la raccolta di informazioni puo’ diventare piu’ precisa e focalizzata, e, dopo che le domande sono piu’ specialmente espresse, le risposte sono utilizzabili a diversi livelli:

1) In una connotazione amministrativa, in cui i trends di riflessione sono ben compresi se sono finalizzati a considerazioni di tipo politico e sociale.

2) In una dimensione industriale, in cui le scelte di produzione devono essere concepite insieme a considerazioni piu’ larghe, nella definizione di valore aggiunto che non puo’ prescindere da prese di posizione ecologiche in senso lato, a completare quelle economiche.

3) In una visione diffusa, in cui le parti sociali nel loro insieme, ed aldila’ della pratica di politica economica, possono prendere coscienza della direzione suggerita dai tecnici e dagli specialisti delle scienze fisiche che si occupano di comunicarle.

11 maggio 2002

Visita alla Casa Della Musica, nel più splendente sole primaverile che questa città conosca. Attraversando la piazza mi ricordo che tutto questo splendore si deve alla precedente amministrazione che ha probabilmente lavorato molto perché questa se ne possa far fregio e spregio.

L’edificio sta definitivamente prendendo un’aspetto molto convenzionale, ma sono soddisfatto, soprattutto dall’efficienza della impresa di costruzioni, che dovrebbe essere un esempio per gli amministratori. Continuo a respirare una buona aria, specie all’ultimo piano, nell’auditorium/sala di ripresa.

Le sale di insegnamento sono un po’ sbilenche nella loro struttura asimmetrica ma certamente l’uso, ed il passaggio di molte persone diverse corromperà, con il tempo, quest’aura artificiale. Gabriele continua ad essere preoccupato per la pressione (supposta) che Angelo sta facendo dall’esterno (della casa, dell’amministrazione comunale, del mondo intero) su di noi.

Una fastidiosa lettera sul giornale locale, in cui si chiede aggressivamente come ci si sia potuti permettere di chiedere le dimissioni del nostro mentore e benefattore e alla quale comunque Gabriele ha gia risposto, chiamato in causa personalmente, sul giornale di oggi, gli ha davvero portato via energie preziose. Così cerco di parlare del futuro che intravedo, restando ben piantato per terra, e delle ottime possibilità che questo ci presenta.

È un tale sollievo parlare con Gabriele, anche se la sua energia è davvero rivolta a troppe cose troppo differenti da quello di cui dovrebbe naturalmente occuparsi, e un vero piacere trovare, in sua compagnia, le visuali che mi mancano per stabilire la mia serenità. Abbiamo un futuro di cui occuparci insieme.

Un lungo, interessante e completo, colloquio anche con un inaspettatamente lucido Fulvio Zafret.