giovedì, 04 maggio 2006

I bar chiudono a decine, tre nelle immediate vicinanze del mio ufficio. Questo è l’unico vero segno del cambio dei tempi a Trieste, tutte le altre notizie sono irrilevanti di fronte a questa.

Mi sporgo nella mia neocarriera di osservatore politico: il trait d’union del nuovo governo con l’opposizione sarà Gianfranco Fini. Amato prevale su D’alema, anche se a me non fa piacere.

4 maggio 2004

Le giornate al centro hanno l’aspetto di lunghi e lentissimi film sfocati, piu’ astratti che surreali, e certamente confusi con quelli che normalmente definirei sogni molto strani.

Il personaggio misterioso che abito sembra avere molte idee sul linguaggio che viene considerato normale, diciamo usuale, e non sembra affatto essere ansioso nei riguardi delle abitudini altrui. Alcune routine sembrano perfino essergli molto familiari e a volte la sua disinvoltura, in senso tecnico, mi abbaglia.

Il lavoro di archiviazione del nulla piu’ inutile subisce ritardi continui, mentre lentamente il recupero del mio archivio personale, rivisto piu’ ancora che trasferito mi sorprende e mi stupisce. Non c’e’ proprio niente male nei filmati che possiedo e che ho accumulato coscienziosamente negli anni. Manco solo io.

4 maggio 2003

Una domenica di felicità, con la mente vuota ed il cuore pieno. Ma il mio corpo non mi suggerisce una soluzione decente per la sua immobilità. Se solo la mia memoria mi aiutasse a sapere dove sono.

4 maggio 2002

La nostra giornata a Cherso è immersa nella pioggia, che qui certamente è proprio quello che ci vuole, non solo in questa stagione, per bilanciare l’asciutto naturale e carico di elettricità.

Così ci muoviamo piuttosto bene: Lussinpiccolo, l’antica colonia triestina che i triestini non possiedono affatto, è un po’ triste e volgare, poggiata com’è sui soliti insensati dispositivi da turista incompetente. Bar spazzatura e ristoranti maldecorati, la solita robaccia neoconsumista da est europeo che qui non è in nessun modo giustificabile, pervade anche se solo superficialmente un bel paesino in una insenatura davvero splendida, che già avevo visitato con mio fratello qualche anno fa.

Greta si comporta benissimo, considerato che non abbiamo portato la sua carriola e deve stare tutto il tempo in braccio, senza quindi poter dormire. Qualche urlo perché non riusciamo a trovare posti decenti per farla mangiare, insomma quella che credo sia la routine dei bambini molto piccoli ovunque non ci siano spazi progettati per loro. Nell’insieme però fino a sera molto bene, considerata anche la nostra inesperienza e la sua (!).

La sera da Eveline il clima è piuttosto diverso e la cena piuttosto scadente, mi rendo conto adesso del solito equivoco sulla mia identità e sulle mie necessità. Non so affatto perché, ma non comunico nessuna speciale competenza: forse vengo visto come un cittadino veneto che per definizione, non essendo abbastanza ricco, non ha mai mangiato bene in vita sua, certo non vengo visto come sufficientemente competente da distinguere la qualità degli scampi e del vino.

Comunque la nostra ospite non fa una bella figura per quanto riguarda la sua competenza in termini di cucina e gourmandise, mi rifiuto di pensare alla sua malafede e mi limito a rimarcare in silenzio l’assoluta incompetenza di austriaci e tedeschi, Eveline, infatti, si è svelata cittadina viennese, sposata tardi in Italia e rifugiata dopo il divorzio qui sull’isola insieme ad una bambina di sei anni che sta passando il weekend con il padre in un’altra casa.

È riuscita a comprarsi una bella casa in una buona posizione, probabilmente approfittando degli ultimi momenti di inesistenza del mercato che adesso invece sta rapidamente crescendo. Pare ci siano diversi nuovi arrivati negli ultimi cinque o sei anni, dal veneto ed altro, e nuovi investitori tedeschi si stanno facendo vedere. Sarebbe piuttosto interessante fare qualche ricerca, case o forse addirittura terreni.