venerdì, 21 aprile 2006

In questo momento, in cui la propaganda politica è così facilmente detestabile, mentre a Trieste continua la campagna per il ballottaggio del sindaco, mi chiedo:

Quale è la capacità che lecitamente chiediamo ad un politico? (e ad un amministratore?)

Responsabilità, Competenza, Credibilità, ci suggerisce Teresa Bassa Poropat, candidato alla provincia dell’allevamento Illy. Ed io sono ancora qui a chiedermi che cosa intenda.

21 aprile 2004

Quanto la presenza di questa incrementale primavera sia salvifica, di questo mi piacerebbe essere capace di parlare proprio mentre il mondo intero parla di crisi. Sarebbe splendido poter puntare il dito sulle cose meravigliose che mi sfilano di fronte in questa luce assoluta, che arriva direttamente dal profondo del cielo. E poi mostrarle ai miei bambini, e alla mia adorata moglie.

21 aprile 2003

Una inesprimibile gioia entra nelle mie avventure di prima mattina, anche dopo notti travagliate e insonni. Non ho nessuna paura, la trasfigurazione del mondo sembra essere ad un punto di riposo, dal che deduco che le mutazioni sono arrivate a qualcosa. Sento continuamente una musica che non ho mai sentito, non solo suoni ma composizioni articolate ed irripetibili. Alcuni sogni sono alla mia porta e non riesco a capire se sono entrati o no, qualche volta.
Una strana presentazione dei bambini in pubblico stasera, ed ogni imprecisione sembra sopportabile.

21 aprile 2002

Pare proprio definitivo in modo curioso questo momento dell’anno: è evidente che alcuni aspetti della mia presenza globale hanno preso una forma, per quanto provvisoria, e si tratta di una forma di cui non ho esperienza precedente.

Per la maggior parte della giornata siamo rimasti chiusi a digerire, e ancora a goderci, gli straordinari momenti del giorno precedente. La mia visione della situazione è chiara e serena, anche e forse soprattutto di fronte a tensioni e preoccupazioni che non sono mie: non ho nessuna nostalgia per quello che ho smesso di essere e ancora di più per quello che in nessun modo mi pare più possibile.

Siamo ad una svolta evoluzionaria, non certo solo storica, del nostro intero modo di stare al mondo e del nostro sistema percettivo forse, oltre che della realtà percepita, e non credo si possa fingere che non sia così. La dimensione terrestre intera ne sarà sconvolta e c’è molto da preparare, soprattutto all’interno di noi stessi.

Adesso tutto il dolore che abbiamo attraversato, anche se non è ancora accettabile forse, almeno è comprensibile, o così spero. Si dice che è l’ottimista quello che crede davvero che le cose possono andare molto peggio di così, ed io sono molto ottimista: quello che ci aspetta nel tempo breve è una grande difficoltà a comunicare e ad ascoltare.

La nuova necessità verterà senz’altro sulla capacità di ottenere un silenzio interiore decente, quello su cui abbiamo lavorato così tanti anni, affidandoci ai nostri insegnanti che non potevano darci informazioni convenzionali sul futuro, sembra essere il fulcro centrale su cui la nostra esistenza futura si potrà basare.

Che il signore abbia misericordia di loro, ad essi va molto del mio amore, e la mia stessa capacità di averlo, questo amore, è dovuta all’insegnamento di queste persone.