Everything we do carries consequences.
Everything we don’t do, carries consequences.
RF

24 marzo 2004

Deep interlock and ambiguity
Looping, connected elements promote unity and grace

Esercizi molto fruttuosi, oltre che piuttosto inediti, stamattina alle 6. Una sensuale e poetica bellezza nel silenzio dopo una notte piuttosto disturbata dal rumore della strada, che sembra non terminare mai. Mi trovo infatti a dover optare per la finestra aperta pena la mancanza di ossigeno nel caso opposto, e questo implica necessariamente rumore. Ma il mio progressivo adattamento alla mia nuova stanza da letto continua, e con risultati interessanti: una forma di spazio privato che non conoscevo ha luogo, almeno in alcune ore della giornata, e non sapevo di sentirne cosi’ tanto la mancanza.

Anche una settimana carica di ripercussioni sembra voler essere portata a termine con completezza: lo spostamento del fulcro di equilibrio e’ fluido e regolare, mi sento come se ci fosse un processo di guarigione lento ma effettivo. Non mi pare si tratti di una questione umorale, ma piuttosto di un difetto tecnico del mio sistema percettivo, come il prodotto di una insolubile polluzione, come se una sovrapposizione di sentimenti altrui coprisse parte della mia serena organizzazione. Questo, oltre a determinare il difetto crea delle difficolta’ anche a percepirne l’esistenza stessa, con una continua distorsione delle percezioni interne appunto. Stefania sembra abbastanza serena con i bambini, meno con sua madre e i suoi colleghi, che paiono vivere nell’usuale terrore.

What may happen if persistence, a quality one practices in one’s personal actions, is confused with harassment – where one constantly, selfishly, carelessly, re-presents an unwanted or rejected demand for attention from another.

C’e’ una storia da raccontare, oltre a quella di Luxa, ed e’ la storia, purtroppo non limitata ad un caso personale, della richiesta continua, insidiosa e anche maliziosa, della mia attenzione da parte di persone disturbate e spaventate.

24 marzo 2003

The artist is a bridge between the possible, the impossible, and the actual.

La splendida routine della paternità si prende, nonostanti le visioni di Stefania, gran parte della mia giornata che oggi è stata stranamente sonnolenta. Troppa carne nei giorni passati a Trieste e decisamente una scarsa energia nello smaltirla. Ma il sole copre tutto di una luce piena di promesse, siamo piuttosto inconsapevoli della primavera ma una profonda gioia si mescola al nervosismo di questi giorni. Greta fa enormi progressi in temini di espressione e la sua comprensione del nostro linguaggio si estende ogni giorno.

Devo ricordarmi i miei impegni e di curare le necessità creative che essi implicano. Le interviste del convegno, con le luci continuamente variate fino a raggiungere la non sufficienza sono in macchina e ho passato parte del pomeriggio a rivederle. È materiale privo di particolare direzione e piuttosto difficile da seguire, per quanto ho visto finora, ma che il lavoro consista in grande parte di montaggio è cosa nota. Rimane discutibile la possibilità di porre domande consistenti senza un piano lucido e rodato. Non riesco a pensare bene all’intento che condivido con Enrico, questa sarà materia da rivedere molte volte senza un investitore di riferimento, e probabilmente rischiamo di non venirne a capo. È probabile che la direzione sia semplicemente intuitiva e che ogni focalizzazione debba venire richiesta dall’interno. Detto questo il lavoro è interessante ed incrementalmente positivo.