10 dicembre 2005 ore 19.06

Venti anni fa, in questo giorno, mio padre e’ volato via da questo mondo. Sfortunatamente nessuno della famiglia era con lui. La mia famiglia ha una marcata tendenza a separarsi, quando non viene scacciata di casa pensa da se’ stessa a prendere tutte le distanze possibili. Questa deriva, quando dura troppo a lungo non contribuisce alla facilita’ di conservazione dei naturali e necessari processi familiari. Ne’ la memoria familiare globale riesce a trarre grandi benefici.

Nell’uscita di questa mattina abbiamo lasciato spazio alla pigrizia piu’ naturale che si possa concepire con un passaporto in tasca. Una breve visita al Young Designer Market procura una nuova sorpresa alla donna della mia vita.

Non che la sindrome da shopping abbia falciato piu’ di tanto il nostro bilancio ma si tratta indubbiamente di una fase superata, cosi’ mi limito a seguire Rocco impegnato a scambiare il suo portatile con un altro, benedetto figliolo.

Deroghiamo facilmente alla norma di non mangiare due volte nello stesso posto e indugiamo al nostro tavolo preferito da Ray’s che ci consegna del pollo fritto all’altezza, ottima birra messicana ed nessuna polluzione sonora a scombussolarmi, se solo la mia vita fosse cosi’ facile nei miei ristoranti domestici.

Mi rifiuto ancora di sentirmi a casa ma la moglie di Dave mi tratta in modo molto familiare dopo che ho comprato un bel pacco di vestiti per i bambini, irresistibili data la nostra massima poverta’ futura.

Giulia ci raggiunge e la seguiamo mentre cerca un paio di scarpe nei migliori negozi di giocattoli della 14th. Ora la domanda e’: incoraggio il consumo della nostra zuppa etnica serale o seguo i ragazzini nel loro impulso al consumo da supermarket di quartiere?

10 dicembre 2003

Piacevolmente dedicata al silenzio, questa giornata mi si svolge tra le mani, in una sorta d’ozio leggero e ben ritmato. Le mie stanzine sono accoglienti ed ordinate mentre affilo in modo progressivo la loro funzione. E le ore passano senza incontrare nessuno, senza aprire bocca, se mai qualcosa sarà fonte ed oggetto di rimpianto, in questa mia vita silenziosa, sarà la solitudine.