9 dicembre 2005 ore 23.04

Mucklucks stamattina, a completare un altro pezzo del bagaglio di ritorno, che sembra avviato ad una rassicurante valigia piena. Morbidissime scarpe dal gelido Minnesota che servono a confortare la mia mai gelata tazza di miele, che aspetta a casa il ritorno del suo eroe.

Molto, molto in ritardo ci avviamo a Washington sq dove uno Starbucks finalmente degno di attenzione ci accoglie con un po’ di calore, mi accorgo allora che Rocco non ha il suo portatile, cosa che mi impedira’ di raccontare in tempo reale a Stefania, e al mondo, dove mi vengo a trovare.

Ma giusto da dietro il Washington park parte la quinta avenue, che ancora non abbiamo affrontato e lungo la strada capisco perche’, che ci riporta dritti da SamAsh, e quindi da Manny’s, perche’ acquistare quella che mi pare l’unica follia di questo soggiorno, un Sustainer Fernandes che sara’ anche il cuore di una nuova chitarra, ma di quale chitarra non ho nessuna idea.

Da li’ dopo un pranzo piuttosto inopportuno anche se non ci sono turisti in vista, dritti all’asta del design del ventesimo secolo da Sotheby, nella quale si vendono tutti i Nakashima e nemmeno un Gerhy, cosa della quale sono anche un po’ stupito ma certamente contento. Ritorno veloce perche’ stasera mi capita di uscire da solo, ed esco presto anche. Che citta’.

Capita certo con una certa facilita’ di poter vedere Sinead O’Connor accompagnata da Sly Dumbar e Robbie Shakespeare nel giorno del suo compleanno, non e’ cosi’ sorprendente che Burning Spear, residente in citta’, venga a farle visita sul palco, dieci neri e due bianchi, ma in quale altro posto si puo’ incontrare Patti Smith tra il pubblico?

9 dicembre 2003

Una radiosa mattinata di sole gelido, insieme alla mia deliziosa bambina, che riflette nei suoi occhi le migliori prospettive che riesco ad intuire, le migliori che io sia mai riuscito ad intuire in effetti.

Con grande piacere apprendo la conferma della presenza di Guido Botteri, insieme a Fabio Amodeo, per la chiusura della baracca al QG. Faccio fatica a pensare al futuro di questo programma, e di qualunque altro programma al QG in realtà, stupito come sono dal colore dell’aria che attraversa i vetri della finestra.

Sento anche che dovrò meditare ancora sulle evidenti opportunità che ho al momento, ma la mia vita, la nostra vita sta per cambiare di nuovo: Campi Magnetici nel mio futuro, in forma di Servizio, esplorazione, investigazione, Silenzio ed Ascolto.

d) Once this is recognised, an entirely different dynamic begins.

e) Once that dynamic is underway, magically you attract to yourself the conditions you need to sustain your work.

f) The necessary is possible; the optional is expensive; the arbitrary is unlikely.

g) The necessary is an act of service.

9 dicembre 2002

Una insolita e gradevole escursione a Milano, per incontrare i venditori ed i tecnici per connettere Final Cut con Pro Tools, che termina con una certa soddisfazione. Basterebbe avere qualche cliente, la spesa non è davvero eccessiva, ma in quali mari navigheremo, nel futuro della casa della musica, credo proprio non lo sappia nessuno.

La città mi tocca sempre nello stesso modo, fin dal 1978, e i suoi abitanti mi sembrano liceali potenti ed inconsulti. Non deve essere mai stato facile per nessuno maturare qua in giro. La visione e la definizione del proprio intendimento del lavoro, nella vita di un individuo occidentale nel XXI secolo, ha spesso trovato linfa e cristallizzazione qui, comunque. Di nuovo trovo sempre una certa corruzione dei costumi, nata dalla eccessiva ricchezza ed avidità: non è probabilmente una peculiarità locale, inutile nasconderlo, e forse non c’è proprio più nessuna peculiarità locale.