VENERDÌ, 2 dicembre 2005 ore 7.00 (o 13.00?)

Vagamente stranito dal jet lag, non sono sicuro di voler restare in casa, una autentica marea di visioni insolite durante il volo di ieri ma c’e’ una continuita’: mi sto perdendo qualcosa. Comunque uno dei viaggi piu’ veloci che si possano immaginare, partire da Venezia senza scalo e’ ufficialmente una ottima idea, nessun intoppo e un buon aereo hanno permesso un volo totalmente privo di eventi e mi sono sentito bene per l’intero percorso, con un buono spazio per le gambe e del cibo decente.

Volate Delta. Al JFK abbiamo deciso di provare il ritorno in treno e mi sono perso lo skyline, cosi’ adesso non sono proprio sicuro di essere nel posto giusto ma i cataloghi di Giulia sembrano promettere davvero bene.

Sono in tempo per assistere ad un asta davvero straordinaria. Il nuovo negozio di Wired sembra il supermercato del lusso, da qui si percepiscono meglio i toni e questo giornale ha definitivamente perso il suo smalto molti anni fa. Uno splendente Thai vegetariano ha salvato la mia serata in una giornata durata ventidue ore e ho dormito bene nella stanza degli ospiti di Giulia e Rocco. Pronto per affrontare una esplorazione della citta’ per cui sembro avere molto tempo, in compagnia del mio grande figliolo. Just like intriguing, doesn’t it?

2 dicembre 2003

Così, insieme alla mia gioiosa nuova moglie, che sembra aver ritrovato un equilibrio chimico dopo i molteplici stress a cui è stata sottoposta, tento di contemplare in modo obbiettivo, imparziale, quello che sta accadendo. La tempesta emotiva degli ultimi mesi ha lasciato un segno profondo nel mio equilibrio e non intendo negarlo. Come una preparazione, che mi pare opportuna con il senno di poi, all’incontro con Angelo. Continuo a pensare al dolore che può comportare prendere le distanze da un amico che si rivela essere una mezza tacca.

2 dicembre 2002

Greta vuole pezzi del pane che sto mangiando ed ama particolarmente le pagnotte con olive che sono la cosa migliore che si può trovare nelle panetterie di Spinea. Quando il pezzo di pane è finito mi fa aprire la bocca e si prende quello che ci trova.

Una lunga riflessione, durante tutto il giorno su quanto di meglio io abbia incontrato nella mia vita: molto di cui rallegrarsi e molto poco per cui poter piangere. Quello che mi è mancato è sostanzialmente la passione, la capacità di innamorarmi: questo mi ha impedito molte cose, e me ne ha permesse molte altre. La chiave sta nella mia resistenza alla felicità. Oltre a considerare la condizione di felicità egoista e stupida, si è proprio trattato di un prepotente blocco emotivo.

La capacità di razionalizzare qualsiasi cosa in modo in apparenza consistente poi, non mi ha mai aiutato. Non riesco nemmeno a vedere una gran differenza tra le mie relazioni personali, le questioni di lavoro ed il denaro: le molte, e molto buone opportunità che ho avuto le ho lasciate scivolare tra le mani, senza entusiasmo e spesso nemmeno senza un sufficiente interesse. In questo includo le cose che contano di più: i miei genitori, mia moglie, i miei figli, e poi le case, i viaggi, gli amici, i colleghi.

Potrebbe quindi trattarsi di una vita mal spesa, e non devo dimenticare mai questa possibilità, ma molto probabilmente quello che è apparente in questi giorni, oltre che in questi anni, è la colossale possibilità che ho di cominciare di nuovo, di nuovo. E non si tratta solo di superficie, perciò il tempo scorre così lento, e così veloce.