13 giugno 2005

Trasparente come illuminata da due soli, la terra mi appare in germinazione stamattina, come se si preparasse un evento davvero molto lieto. Niente mi pare irrilevante come il mio non recarmi affatto in ufficio, cosa di cui i bambini sono piuttosto contenti. Ho in effetti la sensazione che il mio posto sia nel mio studio.

13 giugno 2004

E’ difficile, non ci sono dubbi, definire brillante la mia vita in mezzo ai bambini, ma rimane facilmente osservabile l’indefinito migliorare delle nostre condizioni di vita quando siamo insieme. La mia e la loro. Stefania e’ estasiata da questo, e da tutto quanto riguardi i bambini in se’, la sua gioia e’ abbastanza proporzionata all’effettiva benedizione a cui assistiamo. Qualunque limite questa famiglia possa avere, non e’ un limite reale.

13 giugno 2003

Ancora vibrante per la serata scorsa, mi trastullo in una giornata che ha ogni crisma per essere insignificante, nell’attesa di raggiungere Marko a S.Alvise. Vorrei essere capace di godermi solo un pò di più queste continue benedizioni che mi trovano sempre impreparato, sprovveduto.

Ho la stessa, familiare sensazione che mi assale ogni volta che qualcuno organizza, più o meno, i miei incontri con i miei stessi referenti. Che ci sia Maurizio Martinelli, o Neboisha, o Davide Rossi o chiunque altro credo sempre che ci sia più bisogno di me di quanto io abbia bisogno di esserci. Che io debba lottare con il mio sproporzionato ego non è davvero una sorpresa, voglio solo dire che nessuno mi incoraggia in questo modo, ed io ho bisogno di essere incoraggiato.

13 giugno 2002

Sto sperimentando nuovi modi di partire, mentre la stagione in cui mi ero illuso che ci fosse finalmente qualcuno che potesse darmi un lavoro semplice e concluso in sé, sta proprio finendo. Questa donna meravigliosa con cui passo molte delle mie giornate (e notti) riesce a sorprendermi sempre e in questa difficile stagione tutto diventa possibile, con lei. Invece mi chiedo che cosa si possa (lecitamente) pensare di me.

A parte la questione della mia posizione professionale, sulla quale si potrà tenere ancora per un po’ il fiato sospeso, c’è la mia situazione sociale che sembra essere difficilmente sostenibile. A dire il vero mio fratello, mio figlio, mamma, sembrano non avere perso nemmeno un po’ di fiducia in me, e anzi forse ne hanno acquistata un po’ perché magari in questo momento è più facile capire chi io sia, in fondo.

Penso soltanto alla famiglia di Stefania, a sua mamma e ai suoi fratelli, ma anche a tutte le persone vicine e meno comprensive che ci sono. Non so che dire, io naturalmente non credo di avere molto da fare e soprattutto non credo che possa essere conveniente per nessuno che io mi metta a strisciare. Mi piacerebbe solo spiegare che non ho paura nemmeno di questo.

Usciamo a vedere il mare, e magari allunghiamo un po’ fino al caffè Tommaseo, posto che improvvisamente mi sembra troppo costoso.