giovedì, 26 maggio 2005

Una sottilissima serenità, che peraltro ha attraversato l’intera settimana, mi rende chiarissima la situazione: voglio una posizione migliore di quella che ho, e anche più denaro. E non sono assolutamente in grado di capire le mie limitazioni.

26 maggio 2004

Sono un po’ stupito davanti all’enorme piacere che questa mia illimitata solitudine mi procura. Come se davvero tutti quelli che riconosco fossero solidali e comprensivi. E non sto dicendo semplicemente che non mi vedono, ma proprio che si rendono conto che non sono un piacere per me.

Sono pieno di gratitudine e di gioia, il piacere che mi deriva dai nuovi esercizi apparsi e’ possibile soltanto, e mi pare difficile esagerare, perche’ posso stare da solo, in silenzio, al buio. Sono stupito piu’ che altro perche’ credo davvero che da fuori non si veda nulla. E sembro il solito stronzo che brontola su tutto.

26 maggio 2003

Una nuova ondata di caldo impietoso si è stesa su queste pianure, come se mai più dovesse esserci il freddo: così velocemente, come cambiano le stagioni, il mio stato d’animo muta.

Non ho paura di nulla, e questo non è mai stato così vero. Sento forse la mancanza dei miei amici, che così distrattamente ho abbandonato. Meglio: sento la mancanza della possibilità che ho avuto, e che non ho più, di essere un amico.

Forse sento quello che ho sempre sentito, la distanza dalla mia famiglia, che sembra non riuscire mai a darsi una consistenza riconoscibile. Ma questi bambini cancellano tutto, ogni vuoto di sentimento, ogni trappola mentale, ogni sofferenza fisica. E la vita si celebra.

26 maggio 2002

Domenica mattina a Mirano, immersi nella pioggia primaverile più deliziosa che riesco ad immaginare, Greta ha incontrato, finalmente, Adriano, Chiara e Giorgia, che bellissima ragazza. Sembra così facile riconnettersi, e invece ci perdiamo sempre, tutti raccolti ad occuparci delle più curiose esigenze personali. Che Tempi curiosi sono questi.

Rocco viene a cercarmi, a trovare Greta, e per farlo porta via tempo al suo incessante vagabondare attraverso l’illusione del mondo. Giulia si prende tutto il suo tempo, quello che gli servirebbe per studiare, per curarsi di sé, della sua stanza, della sua mente, e lui non può che uscirne migliore.

Questo ragazzo ha delle grandi qualità, e sa riconoscere il suo tempo che scorre, forse troppo. Non gli ho insegnato molte cose, perché io non so molte cose, ma lui le ha imparate da solo.