sabato, 21 maggio 2005

Una giornata spesa, piuttosto blandamente in realtà, a mettere ordine nella casa che lasciamo, dio voglia per sempre. Un diffuso sentimento di inadeguatezza ha preso il posto della necessità in questi mesi, spero ancora che tutto si svolga solo dentro di me. le ripercussioni della nostra partenza riempiono molta dell’aria intorno alla casa e voglio concludere meglio che mai questo (lungo) soggiorno.

Rientro a Trieste a cena dalla mamma che i bambini apprezzano molto e una pace speciale mi avvolge mentre scrivo queste note. Io non desidero altro per me stesso e non auguro a nessuno qualcosa di diverso di quello che desidero per me stesso.

21 maggio 2004

Una settimana di fasi alterne si conclude oggi, ma sono sono impressionanti le evoluzioni che passano davanti ai miei occhi. L’immagine di questo organismo, che fa capo a Riccardo Illy, somiglia sempre meno al suo presidente, come se ci fosse una forza sotterranea a dirigerne le mosse.

Ci sono della slabbrature piuttosto evidenti, che sembrano svolgersi soltanto ai margini della struttura stessa, mi chiedo solo quanto se ne sia consapevoli al centro. Intanto i riflessi che da questi margini in cui mi trovo anch’io non sono trascurabili e la mia preoccupazione di venir ancora convocato al centro mi sembra piu’ fondata di qualche mese fa.

Non tanto perche’ ci sia tutta questa confusione, ma soprattutto perche’ ci vedo piuttosto chiaro. Non posso invece biasimare nessuno perche’ tenta di esserne parte, peccato che questo riguardi soltanto personaggi che non avrebbero nessuna credibilita’ altrove. Proprio come me. Che Dio ce la mandi buona, per ora sotto con il mio treno, che rischio sempre di perdere.
I bambini non sono cosi’ entusiasti della mia venuta, e’ cosi’ breve la loro memoria.

21 maggio 2003

Una ineffabile giornata cominciata presto con un esercizio le cui conseguenze resteranno in questa stanza per molti mesi.

Se solo potessi conservare la fede, conservare questa indescrivibile gioia nel mio attraversamento del mondo, nelle azioni che sempre piu’ raramente desidero compiere in pubblico. Penso spesso ormai, invece, che ogni mia parola futura mi avvicinera’ di piu’ alla separazione dal mondo che consideravo naturale, cosa che in se’ non mi preoccupa affatto.
Per ora restero’ chiuso nella mia stanza.

21 maggio 2002

Una mattina di buon lavoro, in quello che sembra tornato ad essere il mio studio, la deliziosa e ben illuminata stanza in cui risiedono i miei documenti, i miei utensili e tutti gli strumenti che ho usato fino ad oggi e che sono sopravvissuti a depressioni ed eccitazioni. Ordine e pulizia continuano ma non riempiono più tutto il mio spazio: ho bisogno di aggiornare, almeno al system 8.1, il sistema operativo del Quadra (originale del 1994) con cui compio ancora molte delle mie operazioni più rilevanti (definizione davvero molto buffa).

A pranzo con mamma e serena e ordinata operazione di rientro a Spinea: le mie orsette sono immerse nella primavera ed è molto, molto più facile vivere con me in questa stagione. Spero che l’aiuto di Colui che è si mantenga sufficiente alla mia difesa personale, Colui che non è si occupa di me molto più spesso.