mercoledì, 18 maggio 2005

Un momento di particolare tenebra copre irregolarmente il cielo. Quello che so è di non sapere più regolarmi sul pensiero altrui, che mi sfugge e si vanifica mentre investe ogni cosa intorno a me.

La caduta dalla Grazia in questo consiste, nella più pericolosa delle condizioni di isolamento. Non sono riuscito a dormire ma stanotte ho visto una grande speranza. Con la quale tutto comincia di nuovo, di nuovo.

18 maggio 2004

Del tutto differente una giornata che inizia con l’esercizio del silenzio, con la deferente coscienza della mia irrisoria vanita’ e con una lunga seduta prima di qualunque pensiero: la sospensione del giudizio e l’accettazione del dolore, i mezzi attraverso i quali soltanto posso esercitare la mia vita comune, diventano solo difficili e non piu’ impossibili.

Tutta questa disposizione, ed una certa stanchezza che noto nei miei compagni di soggiorno, rende il livello di realta’ che condividiamo molto piu’ accettabile, e perfino divertente a momenti.

Rimane la sensazione importante che ho molto poco da imparare stando qui ma questo, comunque, tento di fare. Tra una leggera nausea ed il disgusto che provo in alcune configurazioni, per Grazia di Dio poco frequenti, non ho dubbi su quel che e’ piu’ facile accettare. Ed i pensieri bui cosi’ si allontanano sullo sfondo.

Una serata onorevolmente completata da una lunga meditazione in silenzio, in uno spazio molto piu’ grande di quello che mi appartiene, generosamente elargito dall’Infinita Grazia. E l’ordine avanza, mentre cio’ che deve essere dimenticato, a volte, viene dimenticato.

18 maggio 2003

Al QG, senza interporre tempo. Ma la mia domanda per Gabriele non prende corpo, come se io stesso sapessi qualcosa che non capisco, che non riesco a sentire chiara. Amici, dio li benedica, sono una tale consolazione in mezzo a tutti i miei dubbi. Una lunga, semiformale conversazione con Fulvio che, se solo sapesse stare al suo posto sarebbe un uomo cosi’ utile. Ma chi di noi sa quale e’ il suo posto?

18 maggio 2002

Il nostro sabato mensile con Ajra Mjska, sublime creatura terrestre in connessione con strutture più Angeliche. Una splendida giornata, piena d’aria e di sole nella più splendida vegetazione tipica di questo miracolo che grazie a Dio posso chiamare casa: il Carso sloveno.

I sorrisi dei miei compagni di lavoro, questo forte e paziente gruppo di persone mature ed equilibrate, sono davvero di qualità adeguata ed il mio humour è all’altezza del mio luminoso carattere mondano, molto più lucente della mia tortuosa e cupa personalità. Così, sistemate paure e timori, mi trovo nella condizione, così auspicabile, di poter portare chiarezza e sorrisi ulteriori.

La visione della giornata è stata estremamente chiara e pulita. Facciamo progressi straordinari nella comprensione del gruppo ma forse sono soltanto io a farli.

La pausa prima della salita al sito rilevante della giornata è stata particolarmente fruttuosa per connettere, o riconnettere le nostre piccole e confuse aspirazioni: ho la sensazione che il nostro lavoro comune proceda per il meglio, da ogni punto di vista, fisico come emotivo, ma quello che ho notato oggi è che fino ad ora quando parliamo della nostra esperienza diventiamo improvvisamente buffi. La comunicazione attraverso Ajra comunque è del miglior livello e questo mi permette di dare il mio piccolo contributo alla interpretazione dei fatti.

Un sufficientemente lungo discorso sulla scorretta visione gerarchica che usiamo nel parlare delle intelligenze naturali, con un sopra ed un sotto, un grande ed un piccolo, un evoluto e un primordiale come definizioni di valore ha ulteriormente dato luogo ad affermazioni che hanno unito un po’ la visione di tutti.

L’energia della giornata è da quel momento completamente cambiata e credo che abbiamo tutti raggiunto un nuovo livello di partecipazione e percezione, oltre che di umana, fraterna, necessaria, intesa. Che Dio ci benedica.