9 ottobre 2004

The real world is as available to us as we are ourselves available; that is, to the extent that we can bear to be present to what is real. This is a question of being.

Nearly everything we believe ourselves to be is unreal, and when our fond beliefs of who and what we are become clearly revealed as what they are, merely puff and flutter, we may find the insight hard, even terrifying, to bear. How easy to type these words.

9 ottobre 2003

Una calma passeggiata a Trieste dopo aver rinunciato ad arrivare al QG a causa di mancanza di parcheggi. Un incontro imprevisto con Walter Bernes che mi ripropone confusamente le sue promesse. Infine l’incontro, verso sera, con la redazione del programma, giovani volonterosi che sembrano rendersi disponibili. Zita, Alberto, Maria e Michele sono presenti, insieme a me e Gabriele. Chiara non c’è e non ci fa sapere nulla. La serata si conclude con l’incontro previsto con le scuole di shiatsu, davanti alle quali la mia unica forza rimane il mio potere di dire di no e andarmene, l’unico potere che ho mai avuto, e che forse ho perduto. Dopo il mio intervento teso a zittire i pettegoli e le malelingue più che a difendere Gianni Pizzati, le acque si calmano, l’energia gira ed il mio indice di gradimento risale bruscamente. Eccetto che il mio personale disincanto ha preso nettamente il sopravvento ed il mio annuncio consiste nel’affermare che questo è l’ultimo incontro che mi vedrà presente.

9 ottobre 2002

Stand face to face with music, and see what is behind it. Then this becomes a practical matter. How to stand face to face with music?

Probabilmente è una buona idea passare a far visita a Paolo Salotto, abbiamo molte informazioni da scambiarci e probabilmente è un compagno di lavoro molto buono per molti possibili progetti. Anche in passato è stato decisamente sopra la media degli incontri fatti per Luxa, sia in termini di responsabilità che di comprensione. Ma allora perché sento sempre questo sapore stantio quando parlo con lui? Perché non riesco a concentrarmi sulle realtà comuni che possiamo attraversare, e ricordare che c’è qualcuno che sta dalla mia parte attraversando il mondo? Perché sempre questo senso di estraneità? Non sono un po’ in là con gli anni per essere ancora così ingenuo?